Le dimissioni da deputato e i progetti futuri
L’ex primo ministro britannico Keir Starmer, ritiratosi dal governo il 20 luglio dopo due anni alla guida del Paese, ha annunciato ufficialmente le proprie dimissioni da deputato laburista alla Camera dei Comuni per il collegio londinese di Holborn-St. Pancras. Attraverso un messaggio diffuso su X, Starmer ha spiegato di voler fare un passo indietro per dedicarsi a questioni internazionali — con particolare attenzione a sicurezza, difesa, commercio e tecnologia — oltre a proseguire l’impegno contro la violenza sulle donne. Starmer ha garantito pieno sostegno al governo laburista in carica e al candidato che lo sostituirà nelle imminenti elezioni suppletive.
I retroscena politici e lo scandalo Epstein Files
La decisione di lasciare la Camera segue il progressivo deterioramento della sua figura politica, caratterizzata da un indice di gradimento precipitato fino al -42%. Il punto di svolta negativo del suo esecutivo è stato lo scandalo Mandelson, legato alle indagini sugli Epstein Files. Peter Mandelson, nominato ambasciatore negli Stati Uniti e considerato uomo di fiducia di Starmer, era stato rimosso dall’incarico nel settembre 2025 e successivamente arrestato a febbraio 2026 per aver passato informazioni riservate di Downing Street a Jeffrey Epstein. La vicenda, aggravata dal mancato superamento delle verifiche di sicurezza dell’UK Security Vetting da parte di Mandelson, aveva già portato alle dimissioni del capo di gabinetto Morgan McSweeney e costretto Starmer a cedere la leadership del Partito Laburista e la guida del governo.
Eliza Anton
