Il ministero della Difesa di Mosca ha confermato di aver lanciato un raid con missili e droni a lungo raggio rivolto contro aziende del complesso militare-industriale e nodi energetici a Kiev, oltre che verso strutture portuali a Odessa e Chornomorsk. Le autorità ucraine hanno riferito di almeno dodici vittime nella capitale e nelle aree limitrofe. Secondo la versione di Mosca, sono state colpite aziende strategiche come la Fire Point (produttrice di componenti per i missili FP-5 Flamingo), la Aerobavovna (legata alla produzione di dirigibili e sistemi di controllo droni) e lo snodo ferroviario di Darnitsiya. Nella regione meridionale di Odessa, i bombardamenti hanno danneggiato centrali e sottostazioni elettriche, lasciando migliaia di famiglie senza corrente, e distrutto diversi magazzini di stoccaggio e carburante forniti dai Paesi occidentali.

Il presidente Volodymyr Zelensky ha denunciato il danneggiamento deliberato di un valico di frontiera con la Romania, infrastruttura chiave per le esportazioni dell’Ucraina, rinnovando la richiesta urgente ai partner internazionali per l’invio di sistemi di difesa aerea e intercettori balistici. L’Aeronautica ucraina ha reso noto di aver intercettato 5 missili balistici e 187 droni su un totale di 218 velivoli senza pilota lanciati da Mosca. Viene evidenziato un generale calo del tasso di intercettazione delle difese di Kiev, complice l’impiego russo di nuovi droni a reazione a elevata velocità.

Sul fronte opposto, le forze armate ucraine hanno condotto un attacco con droni contro il porto russo di Ust-Luga, situato nell’oblast di Leningrado sul Mar Baltico. Il governatore regionale Alexander Drozdenko ha confermato lo scoppio di un incendio nell’area portuale a causa dell’impatto dei droni, dichiarando al contempo che le difese antiaeree russe ne hanno abbattuti 38. Il sito colpito rappresenta un terminal petrolifero strategico per le esportazioni di greggio e il bilancio economico della Federazione Russa.

Eliza Anton