Durante una riunione informale dei ministri degli Esteri europei a Wicklow, in Irlanda, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha lanciato un allarme sui rischi di interferenza russa nelle libere elezioni democratiche. Secondo Tajani, la Federazione Russa sta portando avanti un attacco politico contro l’Europa per indebolirne il sostegno al diritto internazionale e alla difesa dell’Ucraina. Come strumenti di pressione vengono citati l’uso di fake news, la disinformazione — richiamando anche precedenti accaduti in occasione del referendum in Catalogna — e i cyberattacchi diretti contro le infrastrutture istituzionali. A questo proposito, il capo della Farnesina ha ricordato l’attacco hacker subito dal sito del Ministero degli Esteri al momento dell’arrivo a Roma del presidente Volodymyr Zelensky. Per contrastare tali minacce, Tajani ha evidenziato le misure di prevenzione attivate dall’Italia, tra cui la nuova Direzione generale per la sicurezza e una sala operativa attiva 24 ore su 24.
Di parere opposto è il leader della Lega Matteo Salvini, che ha ridimensionato l’allarme definendosi scettico circa l’esistenza di condizionamenti esterni sulla libertà di scelta degli elettori. Salvini ha ribadito che gli italiani votano in piena autonomia senza lasciarsi condizionare da potenze straniere e ha espresso preoccupazione per quella che considera un’ansia anti-russa diffusa in diverse cancellerie europee. Pur premettendo che la Russia ha commesso degli errori nell’avviare il conflitto, il ministro dei Trasporti ha ipotizzato che taluni Paesi europei cerchino pretesti per alimentare la guerra anziché favorirne la fine, con il fine di continuare a sostenere il commercio e la vendita di armi.
Eliza Anton
