La Germania ha formulato un’accusa ufficiale nei confronti della Russia, ritenuta responsabile del tentato attacco con droni carichi di esplosivo rinvenuti lo scorso 4 agosto presso l’aeroporto di Lipsia/Halle, nei pressi di un aereo cargo ucraino. Nel corso di una conferenza stampa, il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt ha chiarito che l’evento non rappresenta un fatto isolato, bensì un’operazione riconducibile al consolidato schema delle azioni ibride condotte da Mosca in Europa. Secondo quanto emerso dalle indagini, le tracce di DNA individuate sui velivoli e sui dispositivi esplosivi hanno consentito di identificare due sospettati che avrebbero agito per conto dei servizi segreti russi: un cittadino bielorusso entrato nell’area Schengen tramite un visto turistico italiano rilasciato a Minsk e un secondo uomo di origine russa con passaporto lettone.
L’episodio ha innescato un’immediata reazione diplomatica e politica su scala europea. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha confermato l’avvio di verifiche interne sulla regolarità dell’emissione del visto, sottolineando come la minaccia ibrida richieda la massima vigilanza da parte delle istituzioni comunitarie. Sulla stessa linea la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, la quale ha definito l’accaduto come un attacco condotto con materiale di tipo militare da agenti russi su territorio UE, mentre la premier Giorgia Meloni, il segretario generale della Nato Mark Rutte e l’Alta rappresentante UE Kaja Kallas hanno ribadito la necessità di offrire una risposta unitaria e una postura di deterrenza credibile a tutela della sicurezza alleata.
Sul piano delle ritorsioni concrete, il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha annunciato misure sanzionatorie severe, tra cui la chiusura del consolato russo a Bonn e la cessazione delle attività della Casa russa della scienza e della cultura a Berlino, oltre a un’azione coordinata per intensificare la pressione sulla flotta ombra di Mosca. L’iniziativa di Berlino ha trovato il pieno sostegno del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha definito l’accaduto l’ennesima escalation e ha confermato il costante rafforzamento della cooperazione bilaterale nella difesa aerea e nella tecnologia dei droni.
Da parte sua, il Cremlino ha respinto categoricamente ogni addebito. L’ambasciatore russo in Germania Sergei Nechayev, convocato dal ministero degli Esteri a Berlino, ha definito le accuse del tutto infondate e pretestuose, attribuendo la vicenda a una provocazione finalizzata ad alimentare il conflitto. La portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, ha denunciato la ritorsione diplomatica tedesca come un’escalation senza precedenti, preannunciando che la Russia risponderà a tempo debito a qualsiasi azione ritenuta ostile.
Eliza Anton
