Mattarella ha descritto il momento presente come un frangente storico complesso, caratterizzato da una fase di transizione in cui il vecchio equilibrio globale appare superato senza che se ne sia ancora costruito uno nuovo. Secondo il Capo dello Stato, da un lato si assiste all’ampliarsi di sfide globali improcrastinabili — come il cambiamento climatico, le crisi sanitarie, la gestione delle risorse essenziali e l’impatto dell’Intelligenza Artificiale — che richiederebbero una maggiore cooperazione tra gli Stati. Dall’altro, si riaffaccia una pretesa predatoria sorretta da politiche di potenza e dalla minaccia o dall’uso della forza. Questo approccio coercitivo dell’interdipendenza mette a dura prova l’ordine multilaterale nato nel secondo dopoguerra, sostituendo la pacificazione e il rispetto dei diritti con logiche di breve termine che finiscono per generare costi umani, politici ed economici privi di reali benefici per vincitori o vinti. Per salvaguardare la stabilità globale, il Presidente sollecita un rapido processo di riforma e adattamento delle istituzioni internazionali alla realtà contemporanea.

In questo scenario, l’Unione Europea viene indicata come il modello più avanzato di condivisione di sovranità, fondato su valori comuni e capace di garantire pace, diritti e benessere economico. Mattarella ha rimarcato l’attrattività del modello europeo, dimostrata dai recenti accordi di libero scambio siglati a livello globale, rivendicando l’importanza di un impianto internazionale che metta al centro la dignità della persona, l’inclusione sociale e la tutela dell’ambiente. Tuttavia, affinché l’UE possa continuare a svolgere questo ruolo chiave senza limitarsi a una posizione difensiva, il Presidente della Repubblica ha sottolineato l’urgenza di attuare cambiamenti istituzionali volti ad aumentare la tempestività delle decisioni. Un’azione incisiva, sostenuta dal contributo della società civile e del sistema delle imprese, appare infatti fondamentale per ripristinare un quadro giuridico di convivenza pacifica, presupposto indispensabile per garantire una crescita economica mondiale duratura.

Eliza Anton