Chiusura delle sedi diplomatiche e culturali

La Federazione Russa ha deciso di revocare l’autorizzazione al Consolato generale tedesco di San Pietroburgo, che dovrà cessare ogni attività e far evacuare tutto il proprio personale entro il 18 settembre 2026. La misura costituisce una risposta diretta all’annuncio del ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, che aveva disposto per la medesima data la chiusura del Consolato Generale russo a Bonn e la cessazione delle attività della Casa Russa a Berlino. Contestualmente, il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha confermato l’intenzione di chiudere le sedi del Goethe-Institut sul territorio russo. L’escalation diplomatica segue le recenti accuse mosse da Berlino verso Mosca circa un presunto tentato attacco con drone contro l’aeroporto di Lipsia, episodio che secondo le autorità russe ha avviato un processo di progressiva distruzione delle relazioni bilaterali.

Le reazioni di Mosca alle elezioni in Sassonia-Anhalt

Sul fronte politico, le autorità di Mosca hanno espresso aperta soddisfazione per l’affermazione del partito Alternative für Deutschland (AfD) nelle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt. L’inviato speciale del presidente Putin per gli investimenti e la cooperazione economica, Kirill Dmitriev, ha commentato pubblicamente il risultato definendolo una vittoria storica contro l’attuale coalizione di governo tedesca. Dmitriev ha rivolto parole di plauso al candidato di AfD Ulrich Siegmund, criticando al contempo la leadership del cancelliere Friedrich Merz e sostenendo che il voto rappresenti un chiaro segnale di cambiamento nelle priorità dell’elettorato tedesco.

Eliza Anton