L’Aula della Camera ha confermato la fiducia al governo sull’articolo 3 della legge elettorale con 228 voti favorevoli, 144 contrari e 3 astenuti. Si tratta della terza e ultima fiducia posta dall’esecutivo sul provvedimento, inerente nello specifico al rideposizionamento dei collegi di Merano, Bressanone e Bolzano. Nella stessa giornata, Montecitorio ha approvato anche l’articolo 8, che estende il diritto di voto fuori sede ai caregiver familiari, grazie a una modifica introdotta durante il passaggio al Senato: la norma ha ottenuto 214 voti favorevoli, nessun contrario e 126 astenuti tra le file delle opposizioni. Conclusa la votazione sui quattro articoli emendati a Palazzo Madama, i lavori dell’Aula proseguono nel pomeriggio con l’esame di circa 40 ordini del giorno.

L’esito delle votazioni ha confermato la compattezza della maggioranza parlamentare, che ha mostrato numeri ampi e uno scarto costante attorno ai 77-78 voti anche sulle prime due fiducie (rispettivamente 226 sì sull’articolo 1 e 227 sull’articolo 2). A testimonianza del sostegno compatto, la presenza dei deputati di maggioranza è stata pressoché totale, con soltanto otto assenze complessive, quattro delle quali giustificate da impegni di missione che hanno coinvolto anche la premier Giorgia Meloni e i ministri Giancarlo Giorgetti e Francesco Lollobrigida.

L’attenzione resta ora concentrata sulla giornata di giovedì 8 ottobre, quando l’Aula sarà chiamata ad esprimersi sulle dichiarazioni di voto e sul voto finale a scrutinio segreto. Rispetto al clima di tensione registrato lo scorso luglio — quando lo scrutinio segreto portò alla bocciatura delle preferenze, successivamente reinserite al Senato pur con i capilista bloccati —, le prospettive appaiono maggiormente distese. Nonostante permangano riserve interne, tra cui le critiche sull’impatto di genere sollevate dalla presidente di Azione Elena Bonetti, l’avviso espresso dalla premier su possibili dimissioni in caso di bocciatura ha compattato le fila, spingendo la maggioranza a mantenere il massimo livello di allerta contro il rischio di possibili franchi tiratori. Parallelamente, nel dibattito politico politico cresce l’ipotesi di un election day a maggio, in concomitanza con le elezioni amministrative, pur in presenza di un confronto aperto tra le diverse componenti della coalizione.

Eliza Anton