Le recenti immagini che ritraggono gli attivisti della Global Sumud Flotilla detenuti al porto di Ashdod hanno innescato una crisi diplomatica e una durissima reazione da parte del Quirinale e del Governo italiano.
I video mostrano i partecipanti alla spedizione umanitaria legati con le mani dietro la schiena, bendati, inginocchiati e derisi pubblicamente dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha condannato l’episodio definendolo un “trattamento incivile” inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali.
Palazzo Chigi ha giudicato le immagini inaccettabili, chiedendo scuse immediate a Israele per il disprezzo mostrato verso le richieste italiane. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato l’adozione di una linea dura da parte dell’esecutivo a tutela dei diritti umani e del diritto internazionale, confermando nel contempo l’avvio delle procedure per il rimpatrio di tutti i cittadini italiani coinvolti tramite lo scalo aeroportuale di Ramon.
Il video di Ben-Gvir e le denunce di gravi abusi fisici Il caso è esploso a seguito della diffusione di un filmato condiviso dallo stesso Ben-Gvir, esponente dell’estrema destra israeliana, nel quale il ministro apostrofa gli attivisti come sostenitori del terrorismo e si complimenta con le forze di sicurezza. Nel video si vedono i detenuti costretti a rimanere piegati e inginocchiati sotto la sorveglianza di agenti armati mentre viene suonato l’inno nazionale israeliano. Parallelamente, il team legale della Flotilla ha denunciato l’uso di violenze estreme, abusi fisici e psicologici sia a bordo delle imbarcazioni sia durante il trasferimento in porto. Secondo i legali, i prigionieri sarebbero stati sottoposti all’uso frequente di taser, a colpi di proiettili di gomma e a gravi forme di degradazione, incluse molestie sessuali, umiliazioni e la rimozione forzata dell’hijab a diverse donne musulmane.
ככה אנחנו מקבלים את תומכי הטרור
— איתמר בן גביר (@itamarbengvir) May 20, 2026
Welcome to Israel 🇮🇱 pic.twitter.com/7Hf8cAg7fC
Spaccatura nel governo israeliano e sdegno internazionale La condotta di Ben-Gvir ha aperto una profonda linea di frattura all’interno dell’esecutivo israeliano. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha preso ufficialmente le distanze, dichiarando che tali modalità non rispecchiano i valori dello Stato di Israele, mentre il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha accusato il collega di aver arrecato un grave danno d’immagine al Paese. Di contro, Ben-Gvir ha rivendicato l’azione sui canali social, affermando che Israele non intende tollerare soggetti accusati di vicinanza ad Hamas. L’episodio ha infine suscitato una vasta ondata di proteste internazionali: oltre all’Italia, nazioni come Francia, Belgio, Olanda e Canada hanno convocato i rispettivi rappresentanti diplomatici israeliani, mentre la Spagna ha formalmente richiesto scuse pubbliche, unendosi alla ferma condanna espressa anche da Regno Unito, Germania e Irlanda. Eliza Anton
