Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha siglato un nuovo decreto presidenziale che dispone l’applicazione di dazi doganali fino al 100% sulle importazioni di droni e componenti per droni. Come specificato nel comunicato ufficiale diffuso dalla Casa Bianca, il provvedimento è stato giustificato con la necessità di tutelare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. L’intervento mira a sostenere l’industria bellica e tecnologica americana, stimolando l’incremento della produzione interna e riducendo in modo significativo la dipendenza strutturale dalle catene di approvvigionamento estere.
La misura colpisce in modo diretto la Cina, Paese leader indiscusso del settore. In particolare, studi di mercato evidenziano come la sola azienda cinese DJI, fondata nel 2006, sia arrivata a controllare oltre i due terzi dell’intero mercato globale. Il piano tariffario prevede un’imposta specifica del 25% sui velivoli di piccole dimensioni, mentre la maggior parte delle nuove aliquote entrerà ufficialmente in vigore a partire dal 3 settembre.
Questo provvedimento rappresenta un’ulteriore escalation nelle tensioni commerciali tra Washington e Pechino. Soltanto la scorsa settimana, il governo cinese aveva risposto ai precedenti dazi e sanzioni americane — motivati da presunte violazioni dei diritti umani correlate al lavoro forzato e da ulteriori rischi per la sicurezza — annunciando severe restrizioni alle esportazioni di velivoli non pilotati verso il territorio statunitense e inserendo sei aziende americane nella propria lista nera.
Eliza Anton
