Tutti i gruppi parlamentari della maggioranza al Senato hanno sottoscritto un emendamento congiunto al disegno di legge Sicurezza – provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri a luglio 2026 e ora all’esame delle commissioni – firmato dai relatori Erika Stefani (Lega) e Marco Lisei (FdI). La proposta normativa punta a stabilire lo stop ai risarcimenti per chi subisce danni mentre sta commettendo un reato o un’aggressione, escludendo in modo categorico qualsiasi pretesa o indennizzo in sede civile per chi si rende responsabile di reati gravi come violenza sessuale, rapina, furto, sequestro di persona o violazione di domicilio, estendendo il divieto di restituzione economica anche ai familiari dei responsabili. A sostegno dell’iniziativa, Fratelli d’Italia ha annunciato anche la presentazione di una specifica proposta di legge intitolata “Mai più delinquenti risarciti dalle vittime”.
La presentazione del testo s’inserisce nel più ampio e acceso dibattito politico attorno al tema della legittima difesa, riaccesosi a seguito della condanna dell’orafo Mario Roggero. Se sul fronte dell’esclusione degli indennizzi per i malviventi il centrodestra si presenta compatto, emergono invece marcate divergenze nella maggioranza in merito a una revisione complessiva della difesa legittima. La Lega spinge per una riforma che estenda la tutela a qualsiasi tipo di reazione armata all’interno di abitazioni o attività commerciali; al contrario, Forza Italia – per bocca del viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto – e Noi Moderati si oppongono a modifiche affrettate. Sisto ha evidenziato la necessità di preservare i principi fondamentali del diritto penale, in particolare il nodo dell’attualità e della proporzione tra l’offesa e la reazione, criticando inoltre l’assenza di un confronto preventivo con gli alleati. Sulla stessa linea, Maurizio Lupi ha richiamato l’importanza dello Stato di diritto, mettendo in guardia dal rischio di intervenire sul piano legislativo facendosi condizionare dall’emotività del momento.
La controversia giudiziaria ha travalicato i confini nazionali provocando le reazioni di Elon Musk e dell’opposizione. Il patron di X è intervenuto sulla vicenda definendo pazzesca la condanna di Roggero e criticando magistrati e pubblici ministeri responsabili del caso. Le dichiarazioni di Musk hanno sollevato una dura risposta da parte del Partito Democratico con Debora Serracchiani, che ha denunciato un’ingerenza negli affari interni italiani, e di Azione con Carlo Calenda. Quest’ultimo ha difeso l’attuale quadro normativo ricordando che la difesa legittima tutela la protezione personale e non l’atto punitivo o la vendetta a fatto compiuto, contestando contemporaneamente le posizioni espresse dalla Lega e gli interventi esterni sul sistema giudiziario del Paese.
Eliza Anton
