Sospensione dei Negoziati e Stallo Diplomatico
Il previsto secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, in Pakistan, è stato ufficialmente rinviato. Le posizioni restano distanti:
- Teheran ha disertato l’incontro definendolo una “perdita di tempo”, accusando Washington di non aver fatto passi indietro su richieste definite “eccessive” e di aver violato la tregua temporanea.
- Washington ha risposto annullando il volo del vicepresidente JD Vance.
- L’Iran ha ribadito che non intende negoziare sui propri programmi nucleare e missilistico, considerandoli pilastri della propria sovranità, anche in caso di rimozione delle sanzioni.
Decisioni della Casa Bianca
Il presidente Donald Trump ha adottato una strategia a doppio binario:
Ha esteso la tregua (secondo indiscrezioni di 3-5 giorni) per permettere un’ultima finestra diplomatica, citando la possibilità di nuovi colloqui già questo venerdì. Ordinando alle forze armate di proseguire l’assedio navale nello Stretto di Hormuz. Trump sostiene che la pressione economica stia portando l’Iran al collasso finanziario (stimando perdite per 500 milioni di dollari al giorno) e che la rimozione del blocco renderebbe impossibile il raggiungimento di un accordo.
Escalation nello Stretto di Hormuz
Mentre la diplomazia rallenta, la tensione militare nel Golfo Persico aumenta:
La Marina dei Pasdaran ha sequestrato due navi, la Msc-Francesca (legata a Israele) e la Epaminodes, accusate di violazioni delle norme di navigazione. È stato riportato l’attacco a una terza nave portacontainer da parte dei Guardiani della Rivoluzione, che avrebbero aperto il fuoco dopo presunti avvertimenti ignorati.
Minacce Regionali: I Pasdaran hanno minacciato di colpire gli impianti petroliferi dei Paesi del Golfo qualora questi permettano agli Stati Uniti di utilizzare i propri territori per operazioni contro l’Iran.
Il Contesto Internazionale e Regionale
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Pressione sull’Iraq: Gli USA hanno bloccato un aereo diretto a Baghdad con 500 milioni di dollari in contanti e congelato fondi per la sicurezza, al fine di spingere il governo iracheno a contrastare le milizie sciite filo-iraniane.
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Mediazione Italiana: Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sentito l’omologo iraniano Araghchi, ribadendo l’assoluta necessità della libera navigazione a Hormuz e offrendo l’Italia come sede per eventuali colloqui tra Libano e Israele.
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Appello della Cina: Pechino ha chiesto di consolidare il cessate il fuoco e di evitare la ripresa delle ostilità, definendo la situazione attuale una fase “critica” per la stabilità del Medio Oriente.
Eliza Anton
