Il panorama giuridico nazionale registra la scomparsa, all’età di 90 anni, di Natalino Irti, illustre giurista, avvocato e accademico italiano. Nato ad Avezzano nel 1936 e formatosi sotto il magistero di Emilio Betti e Mario Allara, conseguì la cattedra di professore ordinario nel 1968, svolgendo l’attività di docenza presso gli atenei di Sassari, Parma, Perugia e Torino. Nel 1977 fu chiamato dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università La Sapienza di Roma, dove ha guidato per decenni gli insegnamenti di istituzioni di diritto privato, diritto civile e teoria generale del diritto.

Nel corso della sua carriera accademica ha fondato una radicata scuola scientifica, contribuendo alla preparazione professionale di generazioni di magistrati, legali e studiosi della materia. Sul piano istituzionale, è stato socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, presidente emerito dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici e componente del Consiglio Nazionale Forense, oltre a ricoprire il ruolo di direttore di primarie riviste scientifiche di settore.

La figura di Irti si è distinta per la capacità di coniugare la dogmatica civilistica con la riflessione teorica, affermandosi come un autorevole esponente del pensiero giusfilosofico contemporaneo. Tra le sue opere principali si annoverano monografie di rilievo quali Nichilismo giuridico, Il salvagente della forma, Diritto senza verità e La tenaglia, volumi incentrati sull’analisi delle trasformazioni della modernità e sul significato profondo degli ordinamenti. Accanto all’impegno teorico e alla saggistica — culminata anche nella direzione della collana Krisis insieme a Massimo Cacciari e nella cura della rubrica domenicale sul Sole 24 Ore — ha coordinato l’attività dello Studio Legale Irti, operando nei settori del diritto civile, commerciale e amministrativo. In veste di patrocinatore e consulente di grandi gruppi industriali e finanziari, ha assunto una funzione di rilievo tecnico durante la delicata stagione delle privatizzazioni dell’economia pubblica italiana. Il Consiglio Nazionale Forense, per il tramite del suo presidente Francesco Greco, ha espresso ufficiale cordoglio, definendolo un osservatore centrale delle evoluzioni del diritto privato contemporaneo e della struttura del codice civile.

Eliza Anton