Il ministro della Salute britannico, Wes Streeting, ha rassegnato le proprie dimissioni dal governo, formalizzando una rottura politica con il Primo Ministro Keir Starmer e aprendo di fatto la corsa alla leadership all’interno del Partito Laburista. Nella sua lettera di dimissioni, Streeting ha riconosciuto i progressi compiuti nella gestione del Servizio Sanitario Nazionale (NHS), ma ha contestualmente dichiarato di aver perso fiducia nella guida di Starmer, definendo disonorevole la permanenza nell’esecutivo in assenza di una piena sintonia politica. Secondo l’ex ministro, è ormai evidente che l’attuale premier non guiderà il Labour alle prossime elezioni generali, rendendo necessario un confronto sul futuro del partito che sia basato sulle idee piuttosto che su conflitti fazionali o personali.

Nel motivare la sua scelta, l’esponente laburista ha collegato la crisi interna alle recenti sconfitte elettorali subite dal partito in Inghilterra, Scozia e Galles, attribuendole all’impopolarità delle politiche governative.

Streeting ha citato esplicitamente alcuni passaggi controversi, tra cui il taglio al sussidio per il riscaldamento invernale e la retorica sull’immigrazione, che a suo avviso hanno generato disorientamento nell’elettorato circa l’identità e i valori del Labour.

In prospettiva futura, Streeting ha auspicato l’organizzazione di una competizione interna che includa una rosa di candidati ampia e autorevole, un passaggio interpretato dagli osservatori come un’apertura a una possibile discesa in campo del sindaco di Manchester, Andy Burnham, previo un suo ingresso in Parlamento tramite elezioni suppletive. Pur non avendo ancora formalizzato la propria candidatura, l’ex ministro della Salute ha lasciato intendere di voler prendere parte attiva alla successiva battaglia per la leadership non appena verranno definiti i tempi del confronto.

Eliza Anton