Cinque cittadini italiani sono deceduti nelle Maldive durante un’immersione subacquea nell’atollo di Vaavu. Secondo le prime informazioni diffuse dal Ministero degli Affari Esteri, il gruppo sarebbe rimasto vittima di un incidente nel tentativo di esplorare alcune grotte a una profondità di circa 50 metri nei pressi della località di Alimathaa.
Le vittime si trovavano a bordo della “Duke of York”, un’imbarcazione specializzata in crociere subacquee, e l’allarme è scattato nella tarda mattinata locale quando l’equipaggio ha constatato il mancato ritorno in superficie dei subacquei. Le autorità locali hanno successivamente avviato le operazioni di ricerca, specificando che, dopo un iniziale errore di comunicazione sul ritrovamento di tutti i dispersi, al momento è stato recuperato il corpo di una sola vittima, mentre proseguono i tentativi di localizzare gli altri quattro connazionali.
I primi dettagli sull’identità delle persone coinvolte indicano la provenienza da diverse città italiane, tra cui Poirino, Milano, Padova e Genova. Tra le vittime accertate figura Monica Montefalcone, cinquantunenne ricercatrice del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Genova.
La Farnesina, attraverso l’Ambasciata d’Italia a Colombo, sta seguendo gli sviluppi del caso in coordinamento con le autorità maldiviane e ha avviato i contatti con i familiari per garantire l’assistenza consolare necessaria.
Le indagini sulla dinamica del tragico evento restano aperte. Gli esperti del settore ipotizzano che la profondità raggiunta possa aver causato un fenomeno di iperossia, ovvero una tossicità da ossigeno in grado di provocare convulsioni e improvvisa perdita di coscienza. Inoltre, le operazioni di immersione e i successivi soccorsi potrebbero essere stati influenzati dalle condizioni meteorologiche avverse, dato che nella zona dell’incidente era in vigore un’allerta gialla per mare mosso e maltempo emessa dai servizi meteorologici locali.
Eliza Anton
