Nonostante le forti tensioni sul campo, i negoziatori di Stati Uniti e Iran hanno formalizzato una bozza di accordo basata su un memorandum d’intesa di 60 giorni mirato a prolungare il regime di tregua e ad avviare colloqui formali sul programma nucleare iraniano.

Secondo quanto rivelato dalla testata Axios, l’intesa diplomatica non è tuttavia ancora esecutiva, poiché necessita dell’approvazione finale del presidente statunitense Donald Trump per poter entrare ufficialmente in vigore e congelare le ostilità.

Parallelamente ai canali diplomatici, la situazione sul piano militare ha registrato una forte escalation notturna. Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno condotto un nuovo raid aereo a Bandar Abbas, città portuale dell’Iran meridionale, distruggendo una stazione di controllo a terra e abbattendo quattro droni d’attacco diretti verso lo Stretto di Hormuz.

I funzionari del Pentagono hanno qualificato l’operazione come un’azione di “autodifesa” finalizzata a preservare il cessate il fuoco originario. La reazione di Teheran è stata immediata: il ministero degli Esteri ha condannato le incursioni definendole violazioni della sovranità nazionale, mentre i Pasdaran hanno colpito una base americana come rappresaglia per l’attacco subito nell’area aeroportuale di Bandar Abbas. Contestualmente, le forze navali della Repubblica Islamica hanno esploso colpi di avvertimento contro quattro imbarcazioni che tentavano di transitare senza autorizzazione nello Stretto di Hormuz.

Sul piano politico interno, la Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha diffuso un messaggio ufficiale in occasione dell’anniversario dell’Assemblea consultiva islamica per commentare la crisi in corso.

L’ayatollah ha esortato i parlamentari e la popolazione alla massima coesione, denunciando le pressioni economiche, l’assedio mediatico e i tentativi occidentali di provocare una frammentazione sociale nel Paese dopo i mancati successi sul piano bellico.

Khamenei ha rivolto un esplicito appello all’unità nazionale, invitando tutte le componenti dello Stato e della società a superare le divergenze politiche e a costituire un fronte compatto per salvaguardare l’indipendenza e la dignità dell’Iran di fronte alle minacce esterne.

Eliza Anton