Le linee programmatiche delle istituzioni comunitarie stanno determinando una progressiva perdita di competitività dell’Europa sui mercati globali, mettendone a rischio la stabilità geopolitica. L’atto di accusa è stato formulato dal presidente russo Vladimir Putin in occasione del suo intervento alla sessione plenaria del Forum economico internazionale di San Pietroburgo (Spief), durante il quale ha assecondato la tesi secondo cui le élite occidentali starebbero alimentando uno scenario di instabilità globale. Definendo miopi e aggressive le sanzioni internazionali, il leader del Cremlino ha rimarcato come la Federazione sia riuscita a mitigare le pressioni esterne consolidando nuove partnership commerciali basate sul principio di equità.

Putin ha inoltre avvertito che il congelamento e il sequestro degli asset di Mosca costituiscono un danno irreversibile per la credibilità dell’euro e del dollaro, equiparando tali provvedimenti a un furto ideologico che espone qualsiasi Stato al rischio di perdere le proprie riserve valutarie a causa di divergenze politiche, belliche o etiche. A sostegno della solidità finanziaria interna, il capo di Stato ha evidenziato che il debito pubblico russo si attesta al 16,4% del Pil, ponendolo in netto contrasto con i parametri delle economie occidentali e citando gli elevati tassi di indebitamento registrati nell’Eurozona.

Parallelamente ai tavoli diplomatici del forum, lo scenario della sicurezza sul fianco orientale dell’Europa ha registrato un nuovo innalzamento dei livelli di allerta in Romania. Nel porto civile di Costanza, in prossimità delle strutture dell’Agenzia rumena per la salvaguardia della vita in mare, un drone navale si è autodistrutto senza provocare vittime o feriti.

Il ministero della Difesa di Bucarest ha confermato che la detonazione è avvenuta nella mattinata, inserendosi in una preoccupante sequenza di eventi bellici transfrontalieri. L’episodio segue infatti di pochi giorni l’impatto di un velivolo senza pilota di fabbricazione russa contro un edificio residenziale nella città di Galati, avvenuto durante un’operazione militare contro gli scali logistici ucraini situati a ridosso del confine fluviale.

Tale precedente, che aveva innescato un vasto incendio nel centro abitato, era stato fermamente condannato dalle autorità dell’Unione Europea e qualificato dal governo rumeno come una grave escalation, culminata con la formale espulsione del console russo dalla capitale.

Eliza Anton