Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha ufficialmente escluso l’eventualità di un incontro bilaterale tra la Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, e il presidente statunitense Donald Trump. Nel corso di un’intervista rilasciata all’emittente televisiva libanese Al-Mayadeen, il capo della diplomazia di Teheran ha invitato al realismo politico, allontanando le prospettive di un vertice malgrado le aperture manifestate dalla Casa Bianca.

Parallelamente alle dinamiche internazionali, sul fronte interno la Guida Suprema ha adottato un importante provvedimento di clemenza concedendo la grazia a 2.000 detenuti o la commutazione della loro pena. La misura è stata disposta in concomitanza con le celebrazioni religiose dello Eid al-Ghadir, una ricorrenza solenne per la comunità musulmana sciita.

Sul piano militare, lo scenario geopolitico regionale registra un marcato innalzamento della tensione nel quadrante marittimo meridionale. La Marina iraniana ha annunciato di aver eseguito operazioni di intercezione e allontanamento nei confronti di unità della Marina statunitense, accusata da Teheran di compiere manovre provocatorie e di tentare il blocco dei transiti commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz. Secondo le note ufficiali diffuse dai media iraniani, le forze armate della Repubblica Islamica avrebbero impiegato i droni d’attacco Shahid Danaa e i sistemi missilistici Qadir per esplodere colpi di avvertimento. L’azione di forza avrebbe costretto i cacciatorpediniere americani Truxtun e Mason, unitamente alla portaelicotteri d’assalto Tripoli, a ripiegare abbandonando le acque del Golfo dell’Oman in direzione dell’Oceano Indiano.

In concomitanza con la crisi marittima nel Medio Oriente, un’inchiesta giornalistica diffusa dalla Cnn ha gettato nuova luce sullo stato della flotta statunitense, rivelando che un incendio divampato a bordo della portaerei USS Gerald R. Ford è risultato molto più critico rispetto ai resoconti ufficiali iniziali. L’incidente, verificatosi durante le fasi calde del confronto bellico con l’Iran, si è sviluppato nei locali lavanderia e ha causato la distruzione di ampie porzioni degli alloggiamenti a causa del contestuale malfunzionamento dei sistemi antincendio di bordo. Fonti interne all’amministrazione americana hanno confidato alla testata che la Marina ha deliberatamente minimizzato l’accaduto per non mostrare falle nella prontezza operativa della nave. Le operazioni di spegnimento hanno richiesto circa 30 ore per domare i focolai e hanno imposto l’evacuazione di 600 marinai, costringendo l’ammiraglia da 13 miliardi di dollari a uno scalo tecnico in Grecia per riparazioni d’urgenza prima del definitivo rientro in Virginia.

Eliza Anton