Nelle comunicazioni rese alla Camera dei Deputati in vista del Consiglio Europeo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affrontato i nodi centrali della crisi in Medio Oriente, esprimendo una netta condanna per le azioni che alimentano l’estremismo nella regione. La premier ha confermato la volontà dell’Italia di appoggiare sanzioni contro i coloni violenti e ha richiesto provvedimenti restrittivi specifici nei confronti del ministro israeliano Itamar Ben Gvir, definendo inaccettabili i comportamenti di quest’ultimo verso cittadini italiani e respingendone formalmente le dichiarazioni.

Sul fronte libanese, il capo del governo ha giudicato inammissibile ogni minaccia o attacco contro l’Unifil, ribadendo che l’incolumità dei caschi blu rappresenta un obbligo per tutti gli attori sul terreno. Nel commentare i bombardamenti su Beirut, Meloni ha esortato Israele ad assicurare la massima tutela della popolazione civile durante le operazioni contro i vertici di Hezbollah, indicando come requisiti indispensabili per una pace duratura il disarmo della milizia sciita e il completo ritiro israeliano dal Libano meridionale. Contestualmente, ha confermato il sostegno politico ed economico alle Forze Armate Libanesi e lo stanziamento di un nuovo pacchetto di aiuti da 15 milioni di euro per l’assistenza umanitaria alla popolazione civile.

La geopolitica marittima e la strategia europea per il conflitto ucraino

Un altro passaggio chiave dell’intervento ha riguardato la sicurezza delle rotte commerciali globali, con particolare riferimento al blocco dello Stretto di Hormuz. La presidente ha definito inaccettabile qualsiasi tentativo di condizionare unilateralmente il libero transito marittimo, evidenziando che la libertà di navigazione non può essere subordinata a ricatti o utilizzata come strumento di coercizione militare. In ambito continentale, Meloni ha confermato la continuità della linea italiana a sostegno di Kiev, dichiarando il pieno appoggio al ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca al fine di favorire le condizioni per un tavolo negoziale. La premier ha tuttavia esortato l’Unione Europea a evitare l’autoesclusione e la cecità diplomatica, proponendo di superare i formati d’incontro ridondanti e frammentati per identificare, invece, una figura autorevole investita del mandato di tutti gli Stati membri, capace di rappresentare in modo univoco e coeso gli interessi strategici dell’Europa in un futuro dialogo per la pace con la Federazione Russa.

Eliza Anton