
Il caso internazionale legato all’attentato di Monaco registra una svolta drammatica con il ritrovamento del cadavere di Anastasiia Berezovska, la cittadina ucraina ricercata dall’Interpol con l’accusa di tentato omicidio. La donna, indicata come la presunta esecutrice dell’azione dinamitarda compiuta il 29 giugno scorso nel Principato ai danni dell’oligarca ucraino Vadym Yermolaev, è stata rinvenuta senza vita nei pressi di Kiev; secondo le prime ricostruzioni dei media locali, sarebbe stata uccisa a colpi d’arma da fuoco. Sulla base delle informazioni fornite dagli apparati di sicurezza ucraini, le indagini sul decesso hanno già portato all’arresto di due sospetti: un ufficiale in servizio attivo della Direzione Generale dell’Intelligence e un ex agente delle forze dell’ordine. Il bersaglio dell’attacco, l’imprenditore Yermolaev, si era trasferito a Montecarlo nel 2022 dopo essere stato privato della cittadinanza ucraina e inserito in un regime di sanzioni da parte di Kiev per aver mantenuto attività commerciali nel settore degli alcolici in Crimea.
Le indagini condotte dalla magistratura monegasca avevano consentito di ricostruire dettagliatamente la dinamica dell’attentato e la successiva fuga della sospettata, la quale si era allontanata a bordo di un’auto in direzione dell’Italia subito dopo l’esplosione in Place des Moulins. I rilievi degli inquirenti hanno evidenziato che la donna aveva effettuato diversi sopralluoghi nei giorni precedenti, muovendosi spesso travestita da uomo per eludere la sorveglianza.
Il giorno dell’attacco, l’attentatrice avrebbe depositato uno zaino-bomba sulla scalinata d’ingresso del palazzo della vittima, azionando l’esplosivo tramite un detonatore a distanza nel momento in cui la famiglia del magnate stava varcando la soglia, ferendo un ragazzo di 13 anni. Nonostante il decesso della principale indagata, la procura del Principato prosegue gli accertamenti sulla rete dei complici, confermando che la donna non ha agito da sola: a Monaco restano infatti in custodia cautelare due uomini arrestati nelle prime fasi dell’inchiesta, sebbene la loro partecipazione attiva sia ancora oggetto di verifiche.
Eliza Anton
