Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un duro monito agli alleati europei da Ankara, a margine del vertice con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, esprimendo profonda insoddisfazione per la postura della Nato e minacciando l’ipotetico ritiro di tutti i soldati americani dall’Europa. Trump ha motivato il proprio risentimento sostenendo che paesi chiave come Italia, Germania e Francia avrebbero “voltato le spalle” a Washington in un momento di verifica del sostegno reciproco, a fronte delle ingenti spese militari sostenute dagli Stati Uniti per la difesa del continente. La partecipazione stessa del tycoon al summit transatlantico, secondo quanto dichiarato, è stata garantita esclusivamente in segno di rispetto per la leadership forte del presidente turco.

All’interno delle dinamiche bilaterali, Trump si è soffermato in particolare sulla posizione della presidente del Consiglio italiana, affermando che Giorgia Meloni “è una bella persona” ma “ha commesso un errore” rifiutando un coinvolgimento diretto sullo Stretto di Hormuz e sul dossier geopolitico relativo all’Iran. Pur ribadendo il personale apprezzamento per la premier, il leader della Casa Bianca ha sottolineato come la mancata cooperazione di Roma abbia inasprito i rapporti diplomatici, soprattutto alla luce del fatto che l’Europa dipende dall’approvvigionamento energetico di quell’area, a differenza degli Stati Uniti che vantano una piena indipendenza strategica e ingenti riserve di petrolio.

Nel medesimo intervento, Trump ha manifestato una postura assertiva anche verso Nuuk e Copenaghen, dichiarando che la Groenlandia dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti e non dalla Danimarca. Infine, il presidente statunitense ha offerto un breve aggiornamento diplomatico sulla guerra in Ucraina, riferendo di aver interloquito sia con Vladimir Putin sia con Volodymyr Zelensky e mostrando ottimismo sulla possibilità che entrambe le parti convergano a breve verso un accordo negoziale.

Eliza Anton