Nel suo intervento odierno al congresso della Uil a Padova, la premier Giorgia Meloni ha rivendicato la strategia dell’esecutivo in merito all’allocazione dei fondi pubblici, criticando le passate gestioni “a pioggia” che agevolavano anche realtà non in regola con le norme di sicurezza o propense alle delocalizzazioni. Meloni ha evidenziato che le risorse statali derivano dai sacrifici e dalle tasse dei contribuenti, esaltando poi la scelta politica di confrontarsi direttamente con tutte e tre le maggiori sigle sindacali (Cgil, Cisl e Uil). Passando all’analisi dei dati sul lavoro, il Presidente del Consiglio ha definito “incoraggiante” l’attuale scenario macroeconomico, registrando il massimo storico per il tasso di occupazione e i minimi per la disoccupazione generale e giovanile. A supporto di ciò, ha sottolineato l’incremento di 1,2 milioni di contratti stabili dall’inizio della legislatura. Sul fronte retributivo, accogliendo un’istanza sindacale avanzata dal segretario Bombardieri, la premier ha confermato l’intenzione di dare continuità e stabilità alla detassazione al 5% degli aumenti per i rinnovi dei contratti privati, annunciando l’avvio di interlocuzioni con i ministri Calderone e Giorgetti per confermare la misura nella prossima legge di bilancio.

Un ampio spazio della relazione è stato dedicato alla tutela dei lavoratori e al welfare. Affrontando il dramma delle morti bianche, la premier ha espresso un profondo ringraziamento a Emma, madre della giovane Luana D’Orazio, simbolo della lotta contro gli infortuni sul lavoro. Per quanto riguarda il ruolo delle donne, Meloni ha indicato nel colmamento del divario occupazionale femminile la chiave per sbloccare la crescita economica e garantire la sostenibilità previdenziale dell’intero Stato sociale, oggi minacciato dallo squilibrio demografico tra popolazione attiva e assistita. In merito a salari e potere d’acquisto, l’intervento ha quantificato i benefici fiscali per i redditi medio-bassi, quantificabili tra i 1.500 e i 2.400 euro annui aggiuntivi per un reddito lordo di 26 mila euro, grazie alla combinazione tra taglio del cuneo e riforma Irpef. Sul tema della legalità nei cantieri e della lotta al caporalato, sono stati citati gli oltre 158.000 accessi ispettivi del 2024 (che hanno rilevato irregolarità in due terzi dei casi), ribadendo la linea della tolleranza zero contro le organizzazioni criminali.

La parte finale del discorso ha toccato i temi dell’innovazione tecnologica, dell’energia e della sicurezza sul lavoro. Di fronte all’avvento dell’intelligenza artificiale, il capo del governo ha invocato la necessità di un autentico umanesimo tecnologico per evitare che la politica abdichi al proprio ruolo normativo, mantenendo la persona e la dignità del lavoro al centro del progresso. Sul piano energetico, Meloni ha aperto all’introduzione del nucleare di nuova generazione tramite piccoli reattori puliti, considerati strategici sia per aumentare la competitività delle imprese riducendo i costi energetici, sia per garantire l’autonomia nazionale da fornitori esteri. Infine, la premier ha difeso l’introduzione operativa della patente a punti nell’edilizia, introdotta con il decreto-legge 159 del 2025 unitamente al ‘badge di cantiere’, dichiarandosi aperta a tavoli di confronto per l’estensione e il perfezionamento della norma in altri comparti produttivi.

Eliza  Anton