Secondo recenti valutazioni dell’intelligence statunitense diffuse dal Wall Street Journal, il presidente russo Vladimir Putin potrebbe promuovere un attacco limitato contro un Paese membro della Nato entro il periodo compreso tra l’autunno in corso e il 2029. Tale analisi supera i precedenti convincimenti di Washington secondo cui Mosca avrebbe evitato provocazioni dirette all’Alleanza Atlantica durante la guerra in Ucraina. Messo alle strette sul fronte ucraino — dove i droni di Kiev infliggono danni consistenti all’esercito e all’industria petrolifera russa a fronte di avanzate marginali ed elevate perdite —, il Cremlino starebbe valutando varie opzioni nell’ambito di uno scenario di attacco ibrido. L’obiettivo strategico risiederebbe nella volontà di frammentare l’Alleanza Atlantica e indebolirne la credibilità, testando la reale prontezza di risposta degli Stati Uniti e la compattezza dei suoi alleati, come evidenziato dalla ricercatrice Heather Conley dell’American Enterprise Institute.

I segnali di questo atteggiamento provocatorio si manifestano sia attraverso la caduta di missili da crociera in Polonia e le incursioni di droni nello spazio aereo rumeno, sia tramite episodi di sabotaggio nei Paesi occidentali. Tra questi ultimi spicca il grave caso registrato all’aeroporto di Lipsia, dove un drone carico di esplosivi militari ad alto potenziale — come Petn e Semtex — è stato rinvenuto privo di detonatore funzionante accanto a un velivolo della compagnia ucraina Antonov Airlines impiegato nel trasporto di munizioni militari dalla Francia. Gli scenari ipotizzati dalle autorità americane spaziano da attacchi informatici su vasta scala a incursioni terrestri circoscritte o occupazioni temporanee lungo il fianco orientale della Nato.

Nel frattempo, la situazione sul campo di battaglia in Ucraina rimane drammatica a causa delle continue offensive delle forze di Mosca. Nelle ultime 24 ore, una serie di raid condotti con droni Shahed, artiglieria e bombe guidate ha provocato almeno nove morti e 89 feriti in diverse regioni del Paese, colpendo duramente gli oblast di Dnipropetrovsk, Kherson, Kharkiv, Donetsk, Zaporizhzhia e Sumy. Nonostante la difesa aerea ucraina sia riuscita a intercettare la maggior parte dei 147 vettori lanciati nella notte, i droni e i detriti caduti hanno impattato su decine di insediamenti abitati e infrastrutture regionali.

Eliza Anton