Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile e Commissario Straordinario, Fabio Ciciliano, ha tracciato un quadro della fragilità del territorio nazionale in occasione dell’inaugurazione della mostra “Terremoti d’Italia” a Napoli. Ciciliano ha ricordato che oltre il 94% dei comuni italiani è esposto a rischi idrogeologici, frane o inondazioni.
Il caso Niscemi: tra demolizioni e messa in sicurezza
Niscemi è stata definita un caso “emblematico” per la presenza di una delle frane più vaste d’Europa, un fenomeno storico attivo sin dal 1790.
Risorse: Sono stati stanziati 150 milioni di euro per gli interventi. Si attende ora la conversione del decreto legge del 27 febbraio per rendere operative le procedure.
Strategia d’intervento: Il piano prevede due binari paralleli. Il primo riguarda la demolizione degli edifici a rischio con relativo ristoro per i proprietari; il secondo consiste nella messa in sicurezza del versante attraverso la riprofilazione geografica del territorio.
Obiettivi: Ciciliano ha sottolineato la necessità di passare dalla fase di studio alla soluzione tecnica dei problemi, evidenziando che il mancato raggiungimento degli obiettivi passati ha gravato sulla collettività.
Campi Flegrei: il punto sulla vulnerabilità edilizia
Spostando l’attenzione sull’area dei Campi Flegrei e sul fenomeno del bradisismo, Ciciliano ha ribadito un concetto chiave: “I terremoti non fanno morti, i morti sono causati da palazzi costruiti male”.
Contributi per la ricostruzione: Per le case danneggiate, il contributo statale coprirà il 100% dei costi di ripristino.
Interventi sulla vulnerabilità: Per gli edifici integri ma strutturalmente vulnerabili, è prevista una compartecipazione economica tra pubblico e privati.
Vincolo di legalità: Il Commissario ha chiarito che l’accesso ai fondi è precluso non solo agli immobili abusivi, ma anche a quelli che presentano difformità edilizie. Questo criterio di legalità è indicato come uno dei fattori che rallentano l’adesione dei cittadini alle opere di irrobustimento di sicurezza.
Prevenzione e consapevolezza
In chiusura, Ciciliano ha rimarcato l’importanza della mostra di Bagnoli come strumento educativo, puntando sulla sensibilizzazione delle nuove generazioni per promuovere una cultura della prevenzione che possa, in futuro, salvare vite umane attraverso una migliore qualità costruttiva.
Eliza Anton
