L’Ucraina è nuovamente al centro di un’importante inchiesta anticorruzione condotta dalle agenzie NABU e SAP, che mira a smantellare un’organizzazione criminale attiva all’interno delle principali istituzioni di Kiev. La vicenda coinvolge direttamente l’Ufficio presidenziale, portando il presidente Volodymyr Zelensky a rimuovere la vice capo di gabinetto Iryna Moudra. Le indagini vedono tra gli indagati un deputato in carica, Vadym Stolar, la cui abitazione è stata perquisita, ed ex parlamentari accusati di aver organizzato un sistema di riciclaggio di denaro per un valore di 150 milioni di grivne (circa 2,8 milioni di euro). Questa somma sarebbe servita a pagare la cauzione per un imputato legato a un precedente scandalo nel settore energetico, caso che aveva già provocato le dimissioni di alti dirigenti, tra cui l’ex braccio destro del presidente, Andriy Yermak, e l’incriminazione dell’imprenditore latitante Timur Mindich.
Il nuovo scandalo si inserisce in un contesto di profonda instabilità politica, aggravato dalle recenti dichiarazioni dell’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov. Sollevato dall’incarico a luglio — decisione che aveva scatenato accese proteste e portato alla sostituzione del comandante Oleksandr Syrsky —, Fedorov è tornato sulla scena pubblica chiedendo il ripristino del processo elettorale e lo svolgimento di nuove consultazioni nonostante la legge marziale in vigore. Parallelamente sul piano istituzionale, il Parlamento ha formalizzato la nomina di Yevhenii Khmara come nuovo ministro della Difesa. Proveniente dai servizi di sicurezza dell’SBU e già alla guida dell’unità per le operazioni speciali Alpha, Khmara assume la guida del dicastero con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la difesa nazionale e contrastare il potenziale bellico russo.
Eliza Anton
