La Cina ha inaugurato il suo primo servizio regolare di portacontainer diretto verso l’Europa attraverso l’Artico, un’iniziativa strategica che consente di bypassare i principali colli di bottiglia marittimi del Medio Oriente, come lo Stretto di Hormuz, il Mar Rosso e il Canale di Suez. La decisione nasce dall’esigenza di proteggere le catene di approvvigionamento dalle crescenti tensioni geopolitiche nell’area mediorientale, tra cui le minacce degli Houthi e i conflitti della regione. La prima spedizione è affidata alla nave Dubai Tower della compagnia Sea Legend, salpata dal porto di Ningbo e diretta verso lo scalo britannico di Felixstowe. Questo percorso, noto come Rotta marittima del Nord, attraversa lo Stretto di Bering e costeggia le coste artiche della Russia, riducendo i tempi di percorrenza a circa 18-20 giorni, rispetto ai 40 necessari via Suez o ai 50 previsti con la circumnavigazione del Capo di Buona Speranza.
Il progetto trasforma la cosiddetta Via della Seta polare da piano teorico a rotta commerciale programmata, prevedendo un collegamento settimanale con otto partenze concentrate tra metà agosto e l’inizio di ottobre, sfruttando la finestra di navigabilità stagionale dell’Artico. Come spiegato dai vertici dell’operatore navale, la misura risponde alla necessità di diversificare le vie di trasporto rispetto a snodi tradizionali rivelatisi vulnerabili. Sebbene la rotta artica non possa sostituire interamente i canali tradizionali su larga scala a causa dei rischi ambientali, dei costi di gestione e dei vincoli sul controllo russo, essa offre a Pechino un’alternativa concreta per garantire il flusso merci verso l’Europa in una fase di forte instabilità globale.
Eliza Anton
