Sul fronte interno, Kyrylo Budanov esprime una posizione critica nei confronti della proposta avanzata dall’ex ministro della difesa Mychajlo Fedorov di svolgere le elezioni durante la guerra, definendola un errore strategico e concettuale. A supporto di questa tesi, Budanov sottolinea l’estrema difficoltà logistica e la mancanza di garanzie democratiche nelle zone di combattimento: risulta difatti complesso garantire il diritto al voto per un soldato al fronte sotto attacco costante, per le persone residenti nei territori occupati o per chi vive in città come Kharkiv, soggette a continui allarmi aerei. Pur riconoscendo la possibilità teorica di organizzare un voto digitale tramite smartphone, Budanov ribadisce che il processo elettorale non si riduce a un’operazione tecnologica, ma richiede primariamente la fiducia nella trasparenza della procedura e il riconoscimento unanime del risultato.

Per quanto riguarda lo scenario geopolitico e le esigenze militari, il Capo di Gabinetto individua come priorità assolute la fornitura di munizioni, la produzione congiunta di armamenti e un finanziamento prevedibile. Contestualmente, sottolinea la rilevanza strategica del Mar Nero, definendolo un fronte d’interesse globale da cui dipendono la sicurezza alimentare mondiale e la sicurezza marittima dell’Europa e del Mediterraneo.

In questo contesto, Budanov esprime gratitudine per il sostegno costante dell’Italia, richiamando le misure adottate come i dodici pacchetti di aiuti, l’invio del sistema di difesa aerea Samp/T in cooperazione con la Francia, la conferenza sulla ricostruzione a Roma e l’azione diplomatica della premier Giorgia Meloni. Kiev auspica il proseguimento di questa collaborazione, proponendo in particolare la produzione congiunta di droni — unendo la capacità industriale italiana all’esperienza sul campo ucraina — e un impegno condiviso per la protezione della navigazione e la difesa aeronavale nel bacino del Mar Nero.

Eliza Anton