La Nato ha risposto ufficialmente a un documento informale (non-paper) trasmesso dalla Russia, relativo ai rischi di escalation militare nel caso di un ipotetico blocco dell’exclave di Kaliningrad. La notizia è stata confermata dalla portavoce dell’Alleanza Atlantica, Allison Hart, in seguito alle dichiarazioni diffuse dall’agenzia Tass e dall’ambasciata russa in Belgio, referente per i rapporti diplomatici con l’organizzazione occidentale.

Nel documento inviato a Bruxelles, Mosca ha espresso una posizione di fermo avvertimento, sostenendo che le recenti politiche strategiche dell’Alleanza aumenterebbero il rischio di un confronto militare diretto. La diplomazia russa ha ribadito di disporre di tutti i mezzi di deterrenza necessari per respingere eventuali minacce e si è detta pronta a impiegare il proprio arsenale bellico qualora i Paesi membri tentassero di isolare il territorio di Kaliningrad dal resto della Federazione.

Nella sua replica, la portavoce Allison Hart ha riaffermato la natura esclusivamente difensiva della Nato, precisando che nessuna esercitazione o attività dell’Alleanza costituisce una minaccia per il territorio russo. Hart ha condannato le minacce sull’uso della forza e la retorica nucleare utilizzata da Mosca, definendo le tattiche ibride un segnale di difficoltà strategica e confermando il fermo sostegno dell’organizzazione nei confronti dell’Ucraina, unitamente alla piena capacità di difesa del territorio alleato.

A margine del dibattito diplomatico, si registrano due rilevanti vicende legate al settore militare russo:

L’incidente aereo nell’Estremo Oriente: Il Ministero della Difesa russo ha reso nota la caduta di un bombardiere strategico Tu-95 durante un volo di addestramento nella regione dell’Amur. L’impatto è avvenuto in una zona disabitata e ha causato la morte di sei membri dell’equipaggio, mentre un settimo militare è rimasto ferito. Una commissione delle Forze aerospaziali russe è stata incaricata di svolgere gli accertamenti sulle cause dello schianto.

Le dichiarazioni di Serghei Lavrov: Intervenuto al Valdai International Discussion Club, il ministro degli Esteri russo ha sostenuto che le forniture di droni e missili inviate dall’Europa all’Ucraina equivalgono a un coinvolgimento diretto nel conflitto, definendo la situazione come una guerra condotta dall’Europa contro la Russia e giustificando gli attacchi russi come risposta alle minacce dirette alle proprie infrastrutture.

Eliza Anton