Spiritualità, cultura, solidarietà e ricerca interiore al centro dell’incontro promosso dalla presidente dell’Associazione NEFER. Una serata partecipata, nella suggestiva cornice del Tevere romano, dedicata alla trasformazione personale e alla capacità di ritrovare una direzione anche nei momenti più difficili.
ROMA – Ci sono momenti nei quali fermarsi, ascoltarsi e provare a guardare la propria vita da una prospettiva diversa può diventare l’inizio di un cambiamento. È intorno a questa idea che, lo scorso 8 agosto, il Salotto Tevere ha ospitato “Verso la Luce”, l’incontro promosso dall’Associazione NEFER, presieduta dalla dott.ssa Paola Toppi, nello spazio messo a sua disposizione dall’organizzazione di “Lungo il Tevere… Roma”.
Una serata che ha intrecciato spiritualità, cultura, introspezione e attenzione verso il prossimo, trasformando il tradizionale incontro con il pubblico in un dialogo aperto sulla rinascita, sulla consapevolezza e sulla possibilità di trasformare anche le esperienze più complesse in occasioni di crescita.
PAOLA TOPPI: DALLA DIVINAZIONE ALLA CONSAPEVOLEZZA
Ad aprire l’appuntamento è stata Paola Toppi, presidente dell’Associazione NEFER, tarologa, sensitiva e coach di divinazione, che ha raccontato al pubblico il proprio percorso umano e professionale e la filosofia che accompagna la sua attività.
Un approccio che la Toppi tende a distinguere dalla semplice idea della “predizione del futuro”. Nella sua visione, infatti, gli strumenti della divinazione diventano soprattutto mezzi simbolici attraverso i quali stimolare riflessione, introspezione e maggiore consapevolezza personale.
Un concetto che Paola Toppi ha più volte espresso anche parlando della propria esperienza: non creare dipendenza da una risposta esterna, ma accompagnare la persona a interrogarsi sul presente e sulle possibilità che essa stessa può contribuire a costruire.
È questa concezione della “guida”, prima ancora che della divinatrice, a caratterizzare il percorso che Toppi ha progressivamente sviluppato attorno all’Associazione NEFER.
NEFER, QUANDO LA RICERCA INTERIORE INCONTRA IL SOCIALE
Durante l’incontro ampio spazio è stato dedicato proprio all’attività dell’Associazione NEFER, realtà che affianca alla dimensione culturale e spirituale una particolare sensibilità verso il sociale.
L’attenzione è rivolta soprattutto alle donne e alle persone che attraversano condizioni di fragilità, attraverso iniziative di ascolto, sensibilizzazione, solidarietà e condivisione.
Una vocazione che negli ultimi tempi ha portato NEFER a promuovere nella Capitale appuntamenti nei quali cultura, spettacolo e socialità vengono messi in relazione con finalità benefiche e con l’attenzione verso chi ha maggiormente bisogno di sostegno.
“Verso la Luce” si inserisce dunque in un percorso più ampio: costruire occasioni nelle quali l’incontro tra le persone non sia soltanto intrattenimento, ma possa diventare anche relazione, ascolto e responsabilità verso gli altri.
IL MISTERO DEGLI STRUMENTI DI DIVINAZIONE
Uno dei momenti che ha suscitato maggiore curiosità è stato quello dedicato agli strumenti della divinazione.
Paola Toppi ne ha illustrato origini, simbologie, caratteristiche e modalità interpretative, conducendo i presenti in un universo che da secoli accompagna culture e tradizioni differenti.
Tarologia e altri strumenti divinatori sono stati affrontati soprattutto nella loro dimensione simbolica e introspettiva, secondo l’impostazione seguita dalla Toppi: non sostituirsi alla libertà e alle decisioni dell’individuo, ma offrire elementi attraverso i quali interrogarsi sul proprio presente.
Il pubblico non è rimasto semplice spettatore.
Domande, curiosità e interventi hanno progressivamente trasformato il seminario in un dialogo diretto e partecipato, permettendo di affrontare anche gli interrogativi e i dubbi che inevitabilmente accompagnano un mondo tanto affascinante quanto discusso.
UN “DONO” DA METTERE AL SERVIZIO DEGLI ALTRI
Particolarmente personale è stato il momento nel quale Paola Toppi ha raccontato il proprio rapporto con quella che considera una sensibilità presente fin dalla nascita e tramandata all’interno della sua famiglia.
Una predisposizione che la stessa Toppi interpreta come un “dono di fede” e che, nella sua concezione, trova il proprio significato più autentico soltanto quando viene messa al servizio degli altri.
Non quindi il “dono” come elemento di distinzione, ma come responsabilità.
Ascoltare chi attraversa una difficoltà. Accompagnare chi sente di aver perso una direzione. Offrire una parola e uno spazio di confronto a chi vive un momento di solitudine o di incertezza.
È probabilmente proprio qui che si trova il cuore del messaggio di “Verso la Luce”: trasformare ciò che si è ricevuto e ciò che si è imparato dalla propria esperienza in una possibilità di vicinanza verso il prossimo.
CULTURA E SPETTACOLO INCONTRANO LA SPIRITUALITÀ
A impreziosire la serata è stata anche la partecipazione di personalità provenienti dal mondo della cultura, della letteratura e dello spettacolo.
Tra gli ospiti Claudio David, autore e scrittore; Maurizio Nicchi, attore e influencer; Omar Iafisco, scrittore; e Vittorio Centrone, “Lemuri il Visionario”, cantante.
Presenze differenti per percorsi ed esperienze, che hanno contribuito a creare quell’incontro tra linguaggi e sensibilità diverse che rappresentava uno degli aspetti più interessanti dell’appuntamento.
Perché “Verso la Luce” non ha voluto proporre una verità precostituita, quanto piuttosto aprire uno spazio nel quale esperienza personale, spiritualità, cultura e dimensione sociale potessero incontrarsi e dialogare.
DALLA DIFFICOLTÀ ALLA RINASCITA
Il filo conduttore dell’intera serata è rimasto, dall’inizio alla fine, quello della trasformazione.
La vita può imporre cambiamenti inattesi, perdite, momenti di solitudine e fasi nelle quali sembra difficile individuare una nuova strada. Ma proprio nelle fasi di maggiore incertezza può nascere l’esigenza di interrogarsi, conoscersi meglio e cercare dentro di sé nuove risorse.
Da qui il significato del titolo scelto per l’incontro.
Andare “Verso la Luce” significa simbolicamente attraversare la difficoltà senza lasciare che essa diventi la definizione della propria esistenza. Significa provare a trasformare una ferita in esperienza, l’incertezza in ricerca e la fragilità in una nuova consapevolezza.
È il messaggio che Paola Toppi e l’Associazione NEFER hanno voluto consegnare al pubblico del Salotto Tevere: nessun percorso umano è necessariamente immobile e anche da una fase difficile può iniziare un processo di cambiamento.
In questa prospettiva, spiritualità e solidarietà finiscono per incontrarsi in un punto essenziale: l’attenzione verso la persona.
Ed è proprio questa dimensione che NEFER intende continuare a sviluppare attraverso iniziative culturali, sociali e solidali, rivolgendosi senza distinzione a quanti attraversano condizioni di fragilità o sentono semplicemente il bisogno di ritrovare ascolto e confronto.
“Verso la Luce”, allora, non è stato soltanto il titolo di una serata romana. È diventato la metafora di un percorso: dalla difficoltà alla consapevolezza, dalla consapevolezza alla trasformazione, dalla trasformazione alla rinascita. E, infine, dall’esperienza individuale alla capacità di tendere una mano agli altri.
Ufficio Stampa – Associazione NEFER
