Solo il pensiero che un bimbo o una bimba, venga strappato alla madre naturale mi fa vomitare. Quello di cui voglio parlare, anche se ripeto mi fa vomitare, è la pratica becera e scellerata dell’utero in affitto.Gente schifosa, tipo Nichi Vendola che si professava della sinistra che difende i diritti delle donne, lo ha fatto,  ha pagato una poveraccia con qualche spicciolo, quindi “sfruttamento” , per fargli fare un figlio per lui e il suo compagno (maschio) e crescere questo bimbo nel completo disorientamento della genitorialità di due maschi, quando poi madre natura ha stabilito che un figlio deve avere una madre (che lo partorisce) e un padre (che l’aiuta a generare).

Spesso dico, che come disse “scottex”, il mondo va a rotoli, perché con questa gentaglia siamo sempre più nella merda.

«La maternità non può essere surrogata. Una madre non è mai un sostituto. È madre vera e lo è per sempre»

Danna, la famosa sociologa milanese,  tiene a precisare che non si dovrebbe nemmeno parlare di “maternità surrogata”. La maternità non può essere finta. Perché è la relazione fisica che si instaura tra una donna e il bambino che porta in grembo. Quella donna sarà madre di nascita vera, e non finta, per sempre. Anche se non alleverà il figlio. «Chiedo l’abolizione di ogni contratto e di ogni forma di pagamento».

La sociologa si è riunita insieme alle femministe francesi e ha dichiarato a margine della riunione: «Ci siamo radunate per chiedere al Consiglio d’Europa una convenzione internazionale che abolisca la maternità surrogata a pagamento. Non esiste una Gpa etica», dove Gpa sta per Gestazione per altri, regolata da un contratto. Non ci può essere, ritiene la ricercatrice, un contratto che obbliga una donna a separarsi dal bimbo al momento della nascita. Nonostante all’inizio abbia accettato di farlo. Nonostante riceverà un compenso in denaro. «Durante i nove mesi di gravidanza si instaura una relazione. E la madre deve poter cambiare idea». Deve poter decidere anche, ad esempio, di interrompere la gravidanza.

In Italia l’utero in affitto è un reato punibile con la reclusione da tre mesi a due anni  e con la multa da 600.000 ad un milione di euro per chi lo realizza, e pena più dura per chi sfrutta l’utero altrui per questa aberrante pratica. .Per me bisognerebbe aumentare la pena e denunciare gli italiani che lo vanno a fare all’estero, non dandogli il diritto di riconoscere il bambino come proprio figlio.

Ci sono tanti bambini abbandonati che attendono il calore di una famiglia, e quindi se una coppia, fatta da maschio e femmina naturalmente, vuole un bimbo, bisogna semplicemente facilitare le adozioni.

Quindi, no alle adozioni gay, no all’utero in affitto e si ad adozioni più facili.

Io la penso così!

Gennaro Ruggiero