L’Ospedale pediatrico Bambino Gesù e Ibm hanno annunciato oggi una collaborazione strategica multifase volta a migliorare la ricerca pediatrica e a tradurla più velocemente in cure. “Per l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù le frontiere della medicina necessariamente passano attraverso lo sviluppo della ricerca e della tecnologia scientifica – afferma Mariella Enoc, presidente dell’Ospedale -. Non esiste cura senza ricerca e non c’è futuro senza ricerca. Per questo motivo, l’integrazione delle competenze tra due aziende leader dell’innovazione nella ricerca pediatrica e nell’information technology rappresenta un grande valore aggiunto per raggiungere gli obiettivi di questa collaborazione e superare le sfide poste quotidianamente dalla scienza medica, a beneficio dei pazienti e delle loro famiglie”.
“Poche sfide potrebbero essere più importanti per la società, se non quella di mettere l’intelligenza artificiale (Ia) al lavoro secondo modalità che potrebbero portare benefici ai bambini più bisognosi di aiuto – dice John E. Kelly III, vice presidente di Ibm -. Ibm è onorata di poter collaborare con l’Ospedale Bambino Gesù e di contribuire ad accelerare il processo per lo sviluppo di trattamenti potenzialmente rivoluzionari per le malattie infantili rare”.
La collaborazione tra Ospedale pediatrico Bambino Gesù e Ibm si concentrerà sui tumori cerebrali pediatrici (Tcp), con l’obiettivo di sviluppare algoritmi per accelerare la diagnosi e il trattamento dei pazienti affetti da medulloblastoma. Il medulloblastoma è il problema più comune che i medici che si occupano di Tcp si trovano ad affrontare, rappresentando il 15-20% di tutti i tumori cerebrali pediatrici. L’identificazione precoce del sottogruppo di cui è affetto il singolo individuo può influenzare significativamente la scelta del percorso terapeutico più appropriato, contribuendo in ultima analisi a migliorare i risultati.
Il Bambino Gesù e Ibm collaboreranno anche nell’ambito delle malattie rare. Anche se rare singolarmente, queste malattie colpiscono collettivamente il 6-8% della popolazione totale dell’Unione europea e più di due terzi di questi disturbi colpiscono i bambini. Ibm supporterà l’Ospedale nella realizzazione di un database di dati anonimizzati – incluse informazioni genomiche, cliniche, di laboratorio e di imaging – e svilupperà algoritmi che utilizzano l’Ia per migliorare la resa diagnostica, accelerare la diagnosi nei pazienti affetti da malattie rare e per identificare nuovi geni della malattia e caratterizzare disturbi non ancora riconosciuti in precedenza. (G.A. – agensir)

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