Il primo Paese europeo con il miglior andamento del Pil 2019 è la Romania che crescerà di un ragguardevole +4,5%. Un dato ancora più importante perché la popolazione è data in calo e quindi il Pil procapite (ovvero, in un certo senso, la ricchezza individuale) aumenterà in modo maggiore.

Al contrario, in molti Paesi afro-asiatici le bocche da sfamare spesso aumentano in misura uguale al Pil, generando una crescita pro-capite di fatto nulla. Se le fette aumentano del 5%, insomma, ma anche i commensali sono il 5% in più, ognuno ne ha come prima, non di più. Dopo la Romania, nella Ue, l’andamento del Pil 2019 migliore è quello della Bulgaria e poi della Slovacchia, con +3,8% e 3,9%.

Negli altri Continenti, segnaliamo, con crescite tra il 4% e il 5%, Paesi come l’Egitto, con un +4,2%, e il Marocco, +4%. Al di sotto del 4% di crescita compaiono i Paesi della parte più sviluppata del mondo, se così vogliamo considerare anche l’Est Europa, visto che vi sono Ucraina, Polonia, Albania, con un +3,6% e +3,7%.

E l’Italia? E’ in fondo. Considerando la previsione di crescita “ufficiale” dell’1% (che secondo Banca d’Italia e Fni è esagerata: al massimo si crescerà dello 0,6% nel 2019) l’Italia non è ultima solo perché vi saranno 5 Paesi che, per varie ragioni, faranno peggio di noi. A parimerito con l’Italia sono Giappone (sempre +1%) e Zimbabwe, che è appena uscito da turbolenze politiche importanti. Gli unici Paesi al mondo che faranno peggio dell’Italia sono: Siria e Yemen, Paesi in perenne conflitto armato che dovrebbero tornare a crescere di uno zero virgola dopo anni di crolli; il Congo; il Venezuela con la sua crisi infinita e, infine, la Guinea Equatoriale, che soffre le oscillazioni del prezzo del petrolio.

Redazione