Hamas ha annunciato il raggiungimento di un accordo per porre fine al conflitto con Israele, intesa confermata dal presidente statunitense Donald Trump che ha parlato di un disarmo completo del movimento islamista in cambio del graduale ritiro delle forze armate israeliane dalla Striscia di Gaza. L’intesa prevede che lo stoccaggio e la smilitarizzazione dell’arsenale, insieme all’eliminazione di tunnel e depositi di armi, vengano supervisionati dal Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza (Ncag), organo istituito dal Board of Peace americano per guidare la transizione verso una nuova governance palestinese e il dispiegamento di una Forza Internazionale di Stabilizzazione. Nonostante l’assenza di commenti ufficiali immediati da parte del governo israeliano, il negoziatore di Hamas Ghazi Hamad ha spiegato che il gruppo ha accettato tali concessioni per tutelare la popolazione civile, precisando che l’attuazione delle clausole sarà vincolata al rispetto degli impegni da parte di Israele.
L’accordo punta a porre termine a un periodo di forte instabilità, caratterizzato da un cessate il fuoco formale ma costellato da frequenti violazioni e raid aerei che hanno causato oltre 1.200 vittime palestinesi e lasciat centinaia di migliaia di sfollati in condizioni precarie. Nei prossimi giorni i mediatori internazionali — tra cui Stati Uniti, Egitto, Qatar e Turchia — si riuniranno al Cairo per definire le tempistiche e i dettagli operativi del piano, un processo stimato in circa due settimane che dovrà procedere in parallelo tra disarmo e arretramento delle truppe. Nel ribadire i termini dell’intesa, i vertici di Hamas hanno infine precisato che la consegna delle armi non equivale a una resa politica, assicurando che l’organizzazione rimarrà parte integrante del panorama politico palestinese e del processo di ricostruzione del territorio.
Eliza Anton
