Gli Stati Uniti e l’Iran sono vicini a un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, nodo strategico per garantire la libertà di navigazione commerciale. L’ottimismo è stato espresso dal Segretario del Tesoro americano Scott Bessent e confermato da fonti regionali all’emittente Al-Arabiya, la quale riferisce di intensi contatti in corso e di progressi significativi che potrebbero portare a un annuncio imminente. Anche il Segretario di Stato USA Marco Rubio ha confermato il raggiungimento di passi avanti, precisando tuttavia che rimane ancora del lavoro da svolgere prima di finalizzare l’intesa.
Sul piano dei contenuti, fonti iraniane riferite da Reuters chiariscono che Teheran sta negoziando direttamente con l’Oman per definire un nuovo corridoio di navigazione. La proposta prevede il controllo delle navi in entrata da parte dell’Iran e la visibilità sul traffico in uscita tramite notifiche inviate da Mascate, mantenendo la facoltà di intervenire se ritenuto necessario. Questa formula rappresenta per il regime iraniano un compromesso definitivo rispetto alla pretesa iniziale di un controllo totale sul transito in entrambe le direzioni.
Divergenze sostanziali emergono sul ruolo degli Stati Uniti. Tramite Press TV, alte fonti di Teheran hanno ribadito che i colloqui si svolgono esclusivamente tra i due Stati costieri (Iran e Oman) e non vedono il coinvolgimento diretto di Washington. L’Iran ha accusato il presidente Donald Trump di interferenze continue volte a rivendicare un successo politico interno, sostenendo che l’azione americana ha finora rallentato le trattative e che l’intesa finale sarà raggiunta solo se gli USA cesseranno le ingerenze. Sullo sfondo restano inoltre le indiscrezioni dei media statunitensi circa l’esaurimento delle scorte di missili a lungo raggio americane, un’ipotesi seccamente smentita da Trump, che ha rassicurato sulla piena disponibilità di armamenti.
Eliza Anton
