Il Parlamento italiano ha avviato la consueta pausa estiva dopo una serie di sedute intensive volte al licenziamento dei provvedimenti urgenti in agenda. Le attività dell’Aula della Camera e del Senato riprenderanno ufficialmente il 9 settembre, con un anticipo di pochi giorni per le attività commissionali. Al centro dell’agenda politica al rientro spicca il dossier sulla riforma della legge elettorale, il cui iter accelerato prevede il termine per gli emendamenti in commissione al 1° settembre e l’approvazione in Assemblea a Palazzo Madama entro il 15 settembre, con l’obiettivo di giungere al via libera definitivo a Montecitorio entro la fine dello stesso mese. Per prevenire incidenti nel voto segreto — come quello già verificatosi sulle preferenze —, le forze di maggioranza stanno mettendo a punto un emendamento unitario, valutando anche l’ipotesi di porre la questione di fiducia nell’ultimo passaggio parlamentare.

Oltre al nodo elettorale, la ripresa autunnale sarà caratterizzata dallo stallo sulla governance Rai e dall’esigenza di recepire il Media Freedom Act europeo. Le opposizioni mantengono una linea di fermezza, condizionando la nomina dei componenti della Commissione di Vigilanza e il superamento della trattativa sulla presidenza al recepimento della normativa dell’Unione Europea. A completare il quadro dei lavori parlamentari figurano numerosi decreti-legge in scadenza da convertire, tra cui i provvedimenti sul crollo degli uffici giudiziari di Bolzano, sul settore carburanti ed ex Ilva (destinato a raccogliere l’ultima proroga del taglio accise), sui Campi Flegrei e sugli imballaggi compostabili. Sul fronte dei disegni di legge, l’agenda include l’esame della riforma del cinema, il ddl “Coltiva Italia”, la delega sull’energia nucleare sostenibile, l’ordinamento delle professioni sanitarie e il provvedimento per il contrasto ai delitti informatici.

Eliza Anton