Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha risposto negativamente ai recenti appelli del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, orientati a ottenere nuovi missili a lungo raggio e ulteriori batterie di difesa antiaerea Patriot. Nel corso di una conferenza stampa, il leader americano ha motivato il proprio rifiuto accusando la precedente amministrazione Biden di aver ridotto ai minimi termini le riserve militari statunitensi, cedendo a Kiev munizioni per un valore di 300 miliardi di dollari. Trump ha ribadito che la priorità attuale di Washington consiste nella ricostruzione delle scorte strategiche interne e, interpellato sull’intensificarsi dei raid russi sui civili, si è limitato a esprimere il proprio cordoglio per le vittime mantenendo una posizione di distacco geografico e politico, ricordando come gli Stati Uniti siano separati dall’Europa da un oceano.

Nella medesima occasione, il Presidente americano si è espresso sul quadro mediorientale, dichiarandosi ottimista su una rapida conclusione del conflitto con l’Iran, ritenendo che Teheran non abbia la capacità di sostenere ulteriormente lo scontro. Sul fronte iraniano, tuttavia, il Parlamento di Teheran ha avviato la discussione di una proposta di legge per interdire il transito nello Stretto di Hormuz alle navi militari e commerciali dei Paesi ritenuti ostili, con particolare riferimento a Stati Uniti e Israele. La misura legislativa si inserisce in un contesto complesso, segnato dal blocco navale americano sui porti meridionali dell’Iran e dalle contemporanee trattative tra Teheran e l’Oman per la definizione di un accordo temporaneo di navigazione privo di pedaggi per le merci neutrali, pur in attesa del via libera definitivo delle autorità iraniane.

Di fronte alla linea di chiusura manifestata dalla Casa Bianca, Volodymyr Zelensky ha riaffermato la volontà dell’Ucraina di perseguire la piena autonomia industriale e militare. Il capo di Stato ucraino ha annunciato l’intensificazione dei programmi nazionali per lo sviluppo di missili balistici e sistemi di lancio di produzione interna, supportati da recenti test ritenuti positivi. Secondo i piani illustrati da Zelensky a seguito di vertici operativi con i vertici della difesa, l’industria bellica di Kiev si occuperà della realizzazione della struttura dei vettori, mentre ai partner occidentali verrà richiesta la fornitura delle sole componenti tecnologiche critiche, quali sensori avanzati e apparati radar. L’obiettivo dichiarato dall’esecutivo ucraino è quello di comprimere le tempistiche di sviluppo per schierare sul campo armi balistiche operative entro il biennio 2026-2027.

Eliza Anton