L’ultimatum di Trump alla NATO e alla Cina
Il presidente statunitense Donald Trump ha posto l’alleanza atlantica di fronte a un bivio: la NATO dovrà affrontare un futuro “molto negativo” se i partner europei non contribuiranno attivamente alla riapertura dello Stretto di Hormuz.
L’importanza dello Stretto: Si tratta del corridoio marittimo più importante al mondo per il transito del petrolio. Attualmente è di fatto bloccato a causa del conflitto con l’Iran, provocando un’impennata dei prezzi energetici globali.
Le richieste: Trump chiede l’invio di dragamine e supporto militare per contrastare le forze iraniane lungo le coste.
Pressione sulla Cina: Anche il vertice previsto a Pechino con Xi Jinping è a rischio rinvio. Trump sostiene che la Cina, dipendendo fortemente dal greggio del Golfo, debba fare la sua parte per garantire la sicurezza della navigazione.
Nonostante Trump abbia accennato a “colloqui in corso” con Teheran, la prospettiva di un accordo appare lontana:
La posizione iraniana: Il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha smentito l’esistenza di negoziati, dichiarando che lo Stretto di Hormuz è “chiuso solo ai nemici”.
Leadership iraniana: La situazione è complicata dalla morte della Guida Suprema Ali Khamenei (avvenuta il 28 febbraio durante attacchi israelo-americani). Il successore, Mojtaba Khamenei, sarebbe attualmente a Mosca per cure mediche.
Escalation militare: Israele ha annunciato una nuova “vasta ondata di attacchi” contro infrastrutture a Teheran, Shiraz e Tabriz, mentre l’Iran ha risposto con un nuovo lancio di missili verso il territorio israeliano.
Instabilità regionale e attacchi ai trasporti
Il conflitto si sta allargando geograficamente, colpendo snodi logistici e basi internazionali:
Emirati Arabi: L’aeroporto di Dubai ha subito una temporanea sospensione dei voli a causa di un incendio provocato da un attacco con droni.
Kuwait: Attaccata la base di Ali Al Salem; nessun ferito tra il personale italiano e americano, ma è stato distrutto un velivolo della Task Force Air italiana.
Arabia Saudita: La difesa saudita ha dichiarato di aver intercettato 61 droni nelle prime ore di lunedì.
Libano: L’esercito israeliano (IDF) ha avviato “operazioni di terra limitate” nel sud del Paese contro postazioni di Hezbollah.
La risposta della NATO e della Germania
La reazione più decisa è arrivata dalla Germania. Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha gelato le richieste di Trump sottolineando due punti chiave:
Mancanza di competenza: La NATO, come organizzazione, non ha una competenza diretta o mandati legali per intervenire militarmente nello Stretto di Hormuz.
Status Quo: Wadephul ha ribadito che, nonostante le pressioni americane, la posizione dell’Alleanza non è cambiata e non sono state prese decisioni collettive in tal senso.
Il “No” di Keir Starmer a una missione NATO
Il Primo Ministro britannico Keir Starmer ha adottato una linea diplomatica sottile ma ferma:
Coalizione sì, NATO no: Starmer concorda sulla necessità vitale di riaprire lo Stretto, ma ha esplicitamente dichiarato che “non è e non è mai stata pensata come una missione NATO”.
Alternativa collettiva: Londra sta lavorando a un “piano sostenibile” che coinvolga una coalizione più ampia di partner (inclusi i paesi del Golfo e alleati europei), cercando di sganciare l’operazione dall’ombrello ufficiale della NATO per evitare un’escalation diretta dell’Alleanza contro l’Iran.
La posizione dell’Unione Europea (Kaja Kallas)
L’Alto rappresentante UE Kaja Kallas, parlando dal Consiglio Affari Esteri a Bruxelles, ha spostato l’attenzione sul legame strategico con la guerra in Ucraina:
Il “Favore” alla Russia: Kallas ha avvertito che il blocco di Hormuz e l’instabilità dei prezzi del petrolio sono un vantaggio diretto per Vladimir Putin, che utilizza i rincari energetici per finanziare la propria guerra.
Sanzioni e Precedenti: Ha criticato l’ipotesi di un allentamento delle sanzioni sulla Russia, definendolo un “pericoloso precedente” e chiedendo che l’attenzione sul Medio Oriente non faccia dimenticare il fronte ucraino.
Missione Aspides: L’UE sta valutando se estendere il mandato della missione navale esistente (Aspides) per includere la scorta alle navi nel Golfo, preferendo una gestione europea piuttosto che NATO.
La Cina e il “Filtro Geopolitico”
Sebbene Trump stia minacciando di rinviare il vertice di Pechino, la Cina mantiene una posizione ambigua:
Essendo il principale importatore di petrolio dal Golfo, Pechino è la più colpita economicamente, ma finora ha evitato di impegnarsi militarmente al fianco degli USA, preferendo probabilmente una mediazione diplomatica che non la schieri apertamente nel conflitto.
Eliza Anton
