I leader della maggioranza di governo si sono riuniti a Palazzo Chigi a margine del Consiglio dei Ministri per fare il punto su scadenze economiche urgenti e dossier strategici internazionali. All’incontro, presieduto dalla premier Giorgia Meloni, hanno preso parte i vicepremier Tajani e Salvini e i ministri Giorgetti, Foti e Crosetto.

Il focus principale della discussione ha riguardato l’adozione di adeguate contromisure per contrastare il caro energia e l’imminente scadenza del taglio delle accise sui carburanti, prevista per il prossimo 22 maggio. L’esecutivo ha confermato la volontà di proteggere prioritariamente le famiglie e le imprese meno abbienti dai rincari provocati dalle tensioni geopolitiche internazionali.

Per finanziare i nuovi interventi di sostegno senza compromettere gli equilibri di bilancio, il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha avviato un dialogo con la Commissione europea volto a ottenere una maggiore flessibilità. Una delle opzioni sul tavolo è il possibile ricorso alle risorse per la difesa stanziate dal fondo comunitario Safe, uno strumento da 150 miliardi di euro in prestiti garantiti dall’Unione Europea. Il titolare della Difesa, Guido Crosetto, ha formalizzato la richiesta al Ministero dell’Economia in vista della scadenza di fine maggio per l’adesione al programma, sottolineando che l’eventuale attivazione della clausola nazionale permetterebbe di bilanciare le esigenze di spesa sociale con il rispetto degli impegni internazionali sul comparto militare.

Un altro tema di forte preoccupazione per la stabilità economica interna è lo sciopero degli autotrasportatori, proclamato dalle sigle sindacali dal 25 al 29 maggio proprio a causa dell’insostenibilità dei costi del gasolio.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha espresso forte apprensione per le ripercussioni che il blocco stradale potrebbe generare sulla filiera logistica nazionale e sulla distribuzione delle merci.

Resta invece temporaneamente in stallo il capitolo relativo alle nomine dei vertici Consob e Antitrust, rimandato a successivi confronti politici dopo il passo indietro del sottosegretario Freni e la richiesta da parte di Forza Italia di convergere su un profilo prettamente tecnico.

Redazione