Il Ministro Tajani ha ribadito la lealtà agli Stati Uniti, ma ha chiarito che l’Italia non intende partecipare a una missione nello Stretto di Hormuz. Secondo Tajani, un intervento in quell’area significherebbe entrare direttamente in un conflitto che non rientra nelle competenze o negli interessi della NATO. L’Italia preferisce concentrare i propri sforzi sulla protezione della libertà di navigazione nel Mar Rosso, sulla lotta alla pirateria e sulla difesa di Cipro.
I rischi militari
Tajani ha espresso forti perplessità anche dal punto di vista tecnico-militare. Ha spiegato che inviare fregate a Hormuz esporrebbe le navi italiane a rischi elevati. In sintesi, il rischio è che i militari italiani diventino bersagli di attacchi difficili da respingere.
Le prospettive del conflitto
Riguardo alla durata della crisi, scaturita anche dall’uccisione di figure chiave come Ali Larijani e Gholamreza Soleimani, il Ministro non prevede una soluzione immediata. Nonostante le difficoltà interne, l’Iran possiede ancora risorse belliche sufficienti per continuare a combattere per diverse settimane, rendendo improbabile una conclusione del conflitto in tempi brevi.
Eliza Anton
