Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato a sorpresa il raggiungimento di un accordo quadro preliminare con l’Iran per porre fine alla guerra, dopo aver bloccato i raid militari precedentemente pianificati contro il regime degli ayatollah. Secondo il capo della Casa Bianca, Teheran avrebbe accettato di rinunciare definitivamente allo sviluppo di armi nucleari, un punto che rappresentava la quasi totalità dell’obiettivo strategico di Washington. Sebbene la Casa Bianca stia già organizzando la cerimonia ufficiale di firma a Ginevra, che vedrà la partecipazione del vicepresidente J.D. Vance, le autorità iraniane non hanno ancora confermato la definitiva chiusura dell’intesa, definendola quasi pronta ma in fase di finalizzazione.

Dal punto di vista geopolitico e militare, l’agenzia di stampa Irna ha specificato che l’accordo non comporterà la cessione del controllo dello strategico Stretto di Hormuz da parte di Teheran, né il ripristino dello status quo precedente alle operazioni militari statunitensi e israeliane. Nonostante l’annuncio dei negoziati, la tensione sul campo resta evidente: le forze armate americane hanno recentemente intercettato due droni iraniani diretti contro imbarcazioni nello stretto, sebbene il traffico marittimo non abbia subito interruzioni. Sul piano diplomatico e umanitario, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha condannato duramente un recente attacco statunitense contro una petroliera al largo dell’Oman, che ha causato la morte di tre marinai indiani, accusando Washington di pirateria di Stato.

I dettagli economici e operativi della bozza prevedono una finestra temporale di 60 giorni di negoziati per definire i dettagli sul programma nucleare e ottenere la revoca completa delle sanzioni primarie e secondarie. Durante questo periodo, l’Iran manterrà fermo il proprio diritto all’arricchimento dell’uranio e alla conservazione del materiale già arricchito. Inoltre, una fonte vicina ai negoziatori ha rivelato che l’intesa prevede lo sblocco di 24 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati, che verrebbero messi a disposizione di Teheran prima dell’avvio ufficiale delle trattative finali.

Le reazioni internazionali mostrano scenari divergenti: Trump ha liquidato il ruolo del G7 e dei leader europei definendoli irrilevanti, sostenendo che gli Stati Uniti abbiano vinto il conflitto da soli. Al contrario, il premier israeliano Benjamin Netanyahu sarebbe stato colto di sorpresa dall’annuncio, non essendo stato informato preventivamente. Di stampo costruttivo è invece la reazione dell’Egitto, che ha esortato la comunità internazionale a cogliere questa opportunità per ristabilire la stabilità nella regione. Infine, sul fronte interno iraniano, il sindaco di Teheran ha annunciato il rinvio a inizio estate dei funerali di Stato della guida suprema Ali Khamenei – rimasto ucciso nei raid di inizio guerra – per rispettare le celebrazioni religiose tradizionali legate all’Imam Hussein.

Eliza Anton