A meno di una settimana dal prossimo vertice NATO di Ankara, il presidente statunitense Donald Trump ha espresso duri giudizi sull’Alleanza Atlantica tramite la sua piattaforma Truth Social, definendo “ridicolo” l’attuale legame e descrivendolo come un rapporto a senso unico e non reciproco. Le critiche del leader della Casa Bianca si inseriscono in un contesto di tensioni geopolitiche globali: Trump ha infatti attaccato gli alleati europei per la loro condotta in merito alla guerra in Iran, contestando la scelta di diversi Paesi di limitare l’uso delle basi militari alle forze armate statunitensi. Il presidente ha ribadito la ferma intenzione di spingere affinché l’Europa assuma una leadership autonoma nella gestione della propria sicurezza, un orientamento strategico a fronte del quale Washington ha già avviato una progressiva riduzione degli impegni militari sul continente.

Per avvalorare la propria posizione sul disallineamento dei contributi, Trump ha allegato ai suoi messaggi un grafico comparativo sulla spesa NATO, che evidenzia il marcato divario finanziario tra l’ingente investimento degli Stati Uniti e gli stanziamenti di altri Stati membri. Le costanti pressioni esercitate dall’amministrazione americana avevano già indotto i leader dell’Alleanza, durante un vertice tenutosi lo scorso anno, a formalizzare un accordo programmatico per incrementare la spesa per la difesa al 5% del PIL entro l’orizzonte temporale del 2035. Le posizioni del presidente Usa riaccendono il dibattito alla vigilia del summit che riunirà i 32 Paesi dell’organizzazione nella capitale turca il 7 e l’8 luglio, ponendo sotto esame la dottrina di un blocco difensivo che dal 1949 a oggi ha storicamente arginato l’Unione Sovietica, garantito la stabilità europea e consolidato il ruolo di superpotenza globale di Washington.

Eliza Anton