Una intensa ondata di calore sta interessando l’Italia e gran parte dell’Europa, portando condizioni di forte disagio e temperature elevate che non accennano a diminuire. Il persistere di correnti africane e di notti tropicali, con temperature minime costantemente superiori ai 20 gradi, impedisce il raffreddamento degli ambienti e fa accumulare stress fisico all’organismo, aumentando i rischi di disidratazione e colpi di calore. Per la gestione dell’emergenza sanitaria, il ministero raccomanda di evitare l’esposizione nelle ore centrali, aerare i locali la mattina o la sera, mantenere una corretta idratazione e prestare particolare attenzione ai soggetti vulnerabili.

La situazione critica ha fatto scattare l’allerta massima con 25 città da bollino rosso in tutta la penisola, tra cui Roma, Milano, Firenze, Napoli, Bologna e Torino, indicando una condizione di emergenza che interessa l’intera popolazione a causa dell’alta umidità e del termovalore estremo. Un primo vero calo delle temperature e un ritorno a condizioni più respirabili non sono attesi nell’immediato, ma solo verso la fine della settimana con il passaggio delle prime perturbazioni fresche.

Parallelamente, l’emergenza climatica sta colpendo duramente il resto del continente europeo. Secondo un’analisi del Financial Times, la combinazione di caldo record e siccità ha alimentato devastanti incendi boschivi in Paesi come Portogallo, Spagna, Francia, Grecia e Romania, bruciando quasi mezzo milione di ettari nei primi due mesi della stagione e causando danni economici superiori a 3 miliardi di euro, una cifra che supera le stime medie annuali della Commissione Europea e che è destinata a crescere ulteriormente una volta calcolati i danni a immobili, agricoltura e turismo.

Eliza Anton