Un vivace scontro mediatico e politico ha travolto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a causa di una domanda riguardante la sua assistente Natalie Harp, 35 anni. L’episodio è scoppiato nello Studio Ovale quando la corrispondente della CNN Kristen Holmes ha citato le dichiarazioni del senatore democratico Jon Ossoff, il quale aveva ironizzato durante un comizio sulla presenza costante della donna al fianco del presidente. La reazione di Trump è stata particolarmente irascibile: dopo aver attaccato Ossoff e tentato di deviare l’attenzione sui lavori di ristrutturazione della Casa Bianca, il tycoon ha sferrato un duro attacco verbale alla giornalista, definendola fonte di “fake news” e intimandole di tacere.

L’episodio si è poi trasferito sul piano istituzionale e social, dove la portavoce dimissionaria Karoline Leavitt e i canali ufficiali della Casa Bianca hanno continuato ad attaccare duramente la cronista, definendo la domanda “disgustosa e disumana”. L’attenzione dei media e dell’opposizione verso la figura di Natalie Harp appare in costante crescita, alimentata anche dalla prolungata assenza pubblica della first lady Melania Trump e dai retroscena emersi dopo il recente vertice NATO ad Ankara, quando il Secret Service ha fatto imbarcare Harp su un aereo di sicurezza insieme al presidente per un allarme minacce dall’Iran, lasciando lo staff principale e i reporter sull’Air Force One. L’intera vicenda ha spinto i democratici a individuare nel dossier legato all’assistente un possibile tallone d’Achille politico, inaugurando una nuova fase di forti schermaglie in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

Eliza Anton