La chirurgia estetica è una branca della medicina che si occupa di migliorare inestetismi di viso e corpo. Si tratta di una specializzazione che mira a obiettivi simili ma allo stesso tempo diversi rispetto alla tradizionale chirurgia plastica.

La chirurgia plastica si divide sostanzialmente in due grandi branche: la chirurgia ricostruttiva e la chirurgia estetica, in particolare la chirurgia estetica si occupa sia di modificare le parti del volto e del corpo che non piacciono (occhi, naso, bocca, seno, addome, fianchi, gambe, braccia, etc) sia di intervenire sui fenomeni di invecchiamento dati da età e gravità, attuando un vero e proprio ringiovanimento.

Chirurgia estetica e ricostruttiva sono sempre due facce della stessa medaglia; tecniche ricostruttive si usano nella correzione di malformazioni e viceversa, tecniche estetiche sono sempre presenti in ambito di ricostruzione.

La chirurgia estetica si rivolge a chi vede in alcune varianti anatomiche un “difetto”, qualcosa che non piace, che arreca disagio personale o in pubblico, e che trovano beneficio psicologico e fisico nella correzione dell’inestetismo; coloro che vogliono mantenersi giovani e migliorare quelle che sono le alterazioni fisiche dovute al passare del tempo.

Non dimentichiamo poi che tutte le tecniche di estetica sono applicabili anche nelle condizioni malformative in cui la chirurgia ricostruttiva ed estetica si fondono.

La chirurgia estetica si occupa di migliorare, correggere e, in alcune situazioni, risolvere alterazioni corporee dovute al passare del tempo o piccoli e grandi difetti dovuti a malformazioni congenite o varianti di quella che viene considerata anatomia “normale”. In realtà la cosa più importante non è chiedersi cosa sia normale e cosa no, ma cosa ci piace e ci fa star bene con noi stessi e gli altri, massimizzando e valorizzando il nostro modo di essere e vivere. Anche quello che per noi sembra un “difetto” impercettibile o irrisorio, può essere un enorme peso per chi lo vive male.

In Italia, circa un milione di persone si sottopone a trattamenti di medicina e chirurgia estetica ogni anno; di queste, circa un terzo sceglie la chirurgia. I dati del 2021 mostrano 283.668 interventi chirurgici e 385.116 procedure non invasive (inclusi filler e botox). La tendenza dei trattamenti estetici, anche non chirurgici, è in aumento, e i giovani rappresentano una fascia di crescita, sebbene l’uso fai-da-te sia pericoloso.

Il totale trattamenti estetici e di circa 1 milione di persone in Italia ogni anno,

gli interventi chirurgici rappresentano circa il 33% del totale, ovvero 283.668 nel 2021. All’interno di questo dato possiamo dividere le procedure non invasive che sono il  67% del totale, ovvero 385.116 nel 2021.

L’uso della chirurgia estetica ha un nuovo trend, rispetto a quanto si pensa, è in crescita tra i giovani, specialmente gli adolescenti che richiedono interventi per labbra, seno e sguardo. Diffuso è anche l’uso di kit fai-da-te, facilmente reperibili online, che rappresenta un rischio serio per la salute.

Diversi studi scientifici hanno evidenziato come, in alcuni casi, un intervento estetico possa migliorare il benessere mentale, ridurre l’ansia sociale, rafforzare l’autostima e contribuire a una migliore qualità della vita. L’aspetto esteriore non è solo una questione di estetica: è spesso il riflesso del nostro stato d’animo, della nostra sicurezza, della relazione che abbiamo con noi stessi e con gli altri. In un mondo dominato dall’immagine, non sorprende che la psicologia dell’immagine corporea giochi un ruolo cruciale nel nostro benessere. Sentirsi bene con il proprio aspetto può diventare la chiave per aprire le porte dell’autostima, del coraggio e della serenità.

Cercheremo di capire meglio questo mondo con il Prof. Francesco Maiorani, chirurgo esperto, che ho scelto per la sue esperienza e per l’approccio umano oltre che professionale che mette al servizio dei suoi pazienti e che ringrazio perché gentilmente ha accettato di rispondere alle mie domande.

 

Sara  Spoletini:“Da quanti anni si occupa di chirurgia estetica?”

Prof. Maiorani :”Il primo incarico come titolare di convenzione di chirurgia plastica tra ospedale Cristo Re di Roma e ospedale S. Giovanni Evangelista di Tivoli risale al 1989.”

Sara  Spoletini “Oggi quali sono gli interventi più richiesti?”

 

Prof. Maiorani: ”Negli ultimi anni abbiamo assistito a un forte interesse per gli interventi che migliorano l’aspetto esteriore del viso e del corpo alterati da dismorfismi, difetti e invecchiamento. Gli interventi più

richiesti variano leggermente tra uomini e donne, ma in genere comprendono rinoplastica, liposcultura, addominoplastica, mastoplastiche (additiva, pessi e riduttiva), blefaroplastica, lifting del viso. Crescono anche le richieste di trattamenti non chirurgici, con tempi di recupero molto rapidi, come filler e botulino con indicazioni proprie e non come alternativa a procedure chirurgiche.”

 

Sara Spoletini:” Qual è l’aspettativa dei suoi pazienti?”

Prof. Maiorani .”Lo scopo della chirurgia e della medicina estetica è quello di migliorare l’armonia del proprio aspetto e ritrovare un equilibrio con la propria immagine, non cercare una trasformazione radicale ma ottenere un risultato naturale che valorizzi i propri lineamenti aumentando l’autostima. È importante definire insieme obiettivi realistici che valorizzino la persona e non che la rendano irriconoscibile o addirittura un “fenomeno”.”

Sara Spoletini” Possiamo dire che in ogni tempo la società detta i canoni della bellezza?”

Prof. Maiorani:” Attualmente cresce sempre più la richiesta di interventi che stravolgono l’immagine corporea omologandola a modelli di bellezza irrealistici.

La crescente richiesta di interventi di chirurgia estetica che stravolgono l’immagine personale è un fenomeno complesso, legato a diversi fattori culturali, psicologici e sociali. Possiamo elencare alcune  delle principali cause: l’influenza dei social media e della cultura dell’immagine: le piattaforme pongono una forte enfasi sull’aspetto fisico. I filtri e le app di ritocco creano modelli di bellezza irrealistici, che molti desiderano replicare nella realtà. Il confronto costante con immagini “perfette” può generare

insoddisfazione e spingere verso il cambiamento radicale;

la ricerca di identità e approvazione sociale: L’immagine esteriore è oggi percepita come parte dell’identità personale. In un mondo in cui l’apparenza è spesso associata al successo o alla felicità, cambiare aspetto può sembrare un modo per reinventarsi o ottenere accettazione. Molti cercano negli interventi estetici una forma di controllo sul proprio corpo e sulla percezione

altrui;

la maggiore accessibilità e normalizzazione della chirurgia estetica: le tecniche chirurgiche sono

diventate più sicure, veloci e meno costose. La chirurgia estetica non è più un tabù: celebrità e influenze ne parlano apertamente contribuendo a diffonderla liberandola dai vecchi pregiudizi;

inoltre cresce sempre di più il desiderio di conformarsi a standard estetici uniformi. In alcuni casi, questi interventi estremi sono collegati a disturbi dell’immagine corporea o a una bassa autostima in una società che tende a valorizzare l’apparenza più dell’essenza. Il corpo diventa un “progetto” da migliorare continuamente. L’individualismo e il consumismo alimentano l’idea che tutto, anche il corpo, sia modificabile e personalizzabile a piacere”

Sorrido perché anche con uno specialista di chirurgia estetica il tema di fondo è la dipendenza del singolo alla società, questo non mi fa sentire meglio, anzi, prendo ancora più coscienza della fragilità dell’uomo e delle donne contemporanei che per sentirsi accettati devo uniformarsi. E che ne è dell’originalità, del concetto di armonia, dell’essere se stessi o anche del fatto che oltre a ciò che il corpo ci mostra, il suo interno contiene altro.

“L’essenziale è invisibile agli occhi” diceva Antoine de Saint-Exupery, eppure oggi ci sono tanti occhi che non vogliono osservare.

Dopo aver riflettuto insieme e anche sorriso sui nostri pregi e difetti, torniamo seri a chiacchierare e chiedo se ci sono miti da sfatare sulla chirurgia plastica

Prof. Maiorani:” Si diversi: eccone alcuni:

non per tutti è solo vanità. Molte persone ricorrono alla chirurgia plastica non per superficialità, ma per migliorare il benessere psicologico e la qualità della vita. Inoltre può correggere difetti congeniti, asimmetrie, esiti di traumi o tumori. Causa di disagio o insicurezza;

alcuni credono che sia una pratica senza rischi invece come ogni intervento medico, anche quelli estetici e ricostruttivi comportano rischi e possibili complicanze (infezioni, cicatrici anomale, risultati insoddisfacenti).”

Sara Spoletini: “ Lei cosa consiglia di solito?”

Prof. Maiorani:”É importante affidarsi a chirurghi qualificati e strutture accreditate; alcuni credono che questi interventi possano cambiare la vita. Un intervento può migliorare l’autostima, ma non risolve automaticamente

problemi interiori o relazionali. La chirurgia estetica non sostituisce una crescita personale o un percorso psicologico.”

Sara Spoletini:” La chirurgia estetica è per sempre?”

Prof. Miorani: “ ecco un altro mito che bisogna sfatare: che i risultati sono permanenti. Alcuni effetti durano nel tempo (ad esempio rinoplastica, otoplastica), ma molti altri richiedono “manutenzione”: il corpo cambia con l’età, il peso, lo stile i vita. Anche i filler e il Botox sono temporanei.

Chi si sottopone a un intervento deve avere aspettative realistiche e una motivazione matura. Altrimenti è di entrare in un circolo vizioso di

insoddisfazione e interventi continui;

Non è sufficiente mostrare la foto di un influencer al chirurgo. Ogni volto e corpo ha caratteristiche uniche: copiare un modello visto on line può portare a risultati innaturali. Un buon chirurgo e un paziente equilibrato spuntano all’armonia e alla proporzione, non all’omologazione.

Già che ci siamo sfatiamo anche il mito che tutti i chirurghi estetici sono uguali. La chirurgia estetica è una specializzazione complessa. È importante verificare che il medico sia iscritto all’albo professionale, sia specialista in chirurgia plastica e abbia esperienza. Non affidarsi alla facile pubblicità sui social o alla ricerca del basso costo.

La chirurgia estetica può essere uno strumento positivo se affrontata con consapevolezza, equilibrio e con il supporto di professionisti competenti. Non è magia, ma medicina.

Sara: ”Visto che non siete maghi la risposta nasce, spontanea, il chirurgo estetico lavora da solo o fa parte di un team?”

Prof. Maiorani:”Il chirurgo estetico lavora in stretta collaborazione con un team multidisciplinare: anestesisti, infermieri, fisioterapisti e, in alcuni casi, psicologi. Questo approccio integrato è fondamentale per garantire sicurezza, risultati ottimali per la riuscita dell’intervento e per un recupero sereno del paziente.”

Sara: ”Sono disponibili interventi tramite il Servizio Sanitario Nazionale?”

Prof. Maiorani:” Si, ma solo in caso di indicazioni per patologia o per disturbi psicologici. Interventi puramente estetici non sono coperti dal SSN né da assicurazioni private. Tuttavia quelli ricostruttivi, ad esempio dopo incidenti, tumori e malformazioni congenite, possono essere eseguiti in strutture

pubbliche con copertura del SSN.”

Sara:”Quindi l’accesso al SSN è solo per chi ha un problema estetico legato a motivi di salute?”

Prof. Maiorani:” Esattamente”

Sara:” Quali sono i consigli che dà chi si rivolge a lei?”

Prof. Maiorani:” Consiglio sempre di informarsi bene, affidarsi solo a professionisti qualificati (specialisti in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica) e di avere aspettative realistiche e comprendere che

ogni intervento, anche il più semplice comporta tempi e regole da rispettare. Valutare l’intervento non solo per il risultato ma anche per l’impatto psicologico e il periodo postoperatorio. La decisione deve essere personale e consapevole, non influenzata da mode, standard irraggiungibili

o pressioni esterne.”

Sara:” le faccio una domanda inserendo un argomento che a me sta molto a cuore, quanto la chirurgia estetica può essere importante per le donne vittime di violenza?”

Prof. Maiorani:” La chirurgia estetica può rappresentare un importante strumento di rinascita per le donne che hanno subito violenza. Dopo aggressioni fisiche, ustioni, mutilazioni o violenze domestiche, molte

riportano ferite non solo nel corpo, ma anche nell’anima.

In questi casi, la chirurgia plastica non ha una finalità puramente estetica, ma ricostruttiva e terapeutica. Attraverso interventi mirati possiamo riparare i danni fisici e restituire alle donne un aspetto più simile possibile a quello precedente alla violenza. Il beneficio più grande però è spesso quello psicologico.

La donna che vede ricostruire gradualmente il proprio volto o corpo, deturpato dall’aggressione subita, recupera fiducia, fattore chiave nella ricostruzione dell’immagine di sé, elemento essenziale per ritrovare l’identità e la dignità che la violenza aveva tentato di distruggere.

Molti centri specializzati e associazioni offrono oggi programmi di chirurgia solidale, dove professionisti mettono le proprie competenze al servizio delle vittime, gratuitamente o a costi ridotti.

Questi interventi diventano così un passo fondamentale nel percorso di guarigione, insieme al sostegno psicologico e all’aiuto sociale.

In questi casi la chirurgia estetica non è vanità: è un gesto di coraggio, uno strumento di cura e di riscatto.

È la scelta di chi decide di riprendersi il proprio corpo, di guardarsi allo specchio senza timore e di ritrovare nello sguardo riflesso non una vittima, ma una donna che ha saputo trasformare il dolore in forza e rinascita.”

Ringrazio il Prof. Maiorani per avermi accolto, ascoltato e fatto entrare nel suo mondo con tanta gentilezza da cui traspare l’amore per la sua professione e concludo con le sue stesse parole:” La chirurgia plastica moderna non è più sinonimo di eccesso, ma di equilibrio e consapevolezza.

Dietro ogni intervento ben riuscito c’è un percorso condiviso tra medico e paziente, fatto di ascolto, fiducia e rispetto per la propria unicità.”

Vi auguro di essere unici.

Sara Spoletini