USS Gerald Ford: Record di Permanenza e Operazioni Globali

La portaerei USS Gerald Ford (CVN 78) ha raggiunto oggi il traguardo dei 296 giorni in mare, eguagliando il record di permanenza in missione stabilito dalla USS Truman cinque anni fa. Partita il 24 giugno 2025 dalla base navale di Norfolk, in Virginia, l’unità è stata protagonista di una serie di dispiegamenti in diversi teatri operativi internazionali.    
  • Estate 2025 (NATO): Nel mese di luglio, la nave ha operato sotto il comando NATO, conducendo esercitazioni strategiche nel Mar di Norvegia e nel Mar Mediterraneo.
  • Autunno 2025 (Sud America): A fine ottobre, la Ford è stata rischierata nel Mar dei Caraibi sotto il controllo del Southern Command. Il gruppo navale ha svolto compiti di contrasto al narcotraffico e pressione politica sul Venezuela, culminati il 3 gennaio 2026 nell’operazione “Absolute Resolve”, che ha portato alla cattura del Presidente Nicolas Maduro.
  • Inverno 2026 (Medio Oriente): A febbraio, la portaerei è stata dirottata verso il Medio Oriente, dove i suoi stormi aerei hanno preso parte attiva ai raid in territorio iraniano a partire dal 28 febbraio.

Nonostante i successi operativi, la missione è stata segnata da gravi problemi infrastrutturali e incidenti:  

   

Guasto ai Sistemi Igienici: Un malfunzionamento sistemico ha reso inutilizzabile la maggior parte dei servizi di bordo. È stato necessario un intervento d’urgenza a Creta (costo: 400.000 dollari), ma si prevede una revisione radicale a Norfolk per correggere presunti errori di progettazione.

Incendio nella Lavanderia: Il 12 marzo si è sviluppato un incendio che è durato circa 30 ore. Il rogo ha distrutto divise e oltre 600 letti, costringendo lo sbarco temporaneo di centinaia di membri dell’equipaggio per inagibilità degli alloggi.

 

Dopo una sosta per riparazioni presso il porto di Spalato, la USS Gerald Ford è tornata operativa nel Mediterraneo dallo scorso lunedì. Parallelamente, autorità civili e militari hanno avviato un’indagine per determinare le cause del misterioso incendio del 12 marzo.

  Eliza Anton