Il Parlamento del Libano ha votato a favore dell’abolizione della pena di morte, segnando un passaggio storico per l’intero mondo arabo, all’interno del quale la nazione diventa la prima a cancellare formalmente le esecuzioni capitali. La misura, approvata dalla maggioranza dell’assemblea composta da 128 deputati con il solo voto contrario del blocco parlamentare legato a Hezbollah, prevede la sostituzione della pena massima con l’ergastolo con lavori forzati aggravati. Con questo passaggio normativo viene formalmente istituzionalizzata la moratoria di fatto che era stata introdotta nel gennaio 2004, fase durante la quale le condanne continuavano a essere pronunciate dai tribunali ma venivano poi sistematicamente sospese o commutate.
A margine dell’approvazione, il ministro della Giustizia Adel Nassar ha evidenziato come questa scelta restituisca al Paese una posizione di rilievo sul piano dei diritti umani nella regione, orientando l’azione dello Stato verso il contrasto ai reati gravi senza dover ricorrere all’uccisione del condannato. Il rappresentante del governo ha precisato che la nuova disciplina non rappresenta un ridimensionamento della risposta punitiva o una concessione ai criminali, ma conferma che la privazione della libertà continuerà a garantire una sanzione rigorosa nel pieno rispetto delle garanzie fondamentali.
Eliza Anton
