La Russia non intende assumere alcuna posizione di passività di fronte alle azioni che minacciano i propri flussi commerciali, specialmente in un contesto geopolitico così complesso. A scandire la linea del Cremlino è stato direttamente il presidente Vladimir Putin, il quale ha lanciato un perentorio monito internazionale affermando che Mosca risponderà con la stessa moneta a qualsiasi tentativo di sequestrare le proprie navi mercantili, indipendentemente dall’area marittima in cui tali episodi dovessero verificarsi.

Il leader russo ha puntato il dito contro le recenti decisioni adottate dall’Unione Europea, accusando le autorità di diversi Paesi occidentali di voler limitare la libera circolazione dei vettori appartenenti a operatori economici pacifici. Secondo il Cremlino, queste misure restrittive rappresentano una palese violazione del diritto marittimo internazionale. Putin ha inoltre evidenziato come stiano prendendo piede iniziative volte persino all’esproprio e alla successiva rivendita di proprietà commerciali russe, tra cui navi e velivoli.

Intervenendo in uniforme militare durante le battute conclusive delle esercitazioni condotte dalla Flotta del Pacifico, il presidente russo ha alzato ulteriormente i toni del confronto, qualificando le restrizioni alla navigazione imposte a Mosca non come strumenti sanzionatori legittimi, ma come veri e propri atti di pirateria e furto a danno dello Stato e delle sue imprese.

Eliza Antom