Una nuova ondata di attacchi russi in Ucraina ha provocato almeno nove morti e decine di feriti durante la notte. I raid più devastanti si sono registrati nella città di Zaporizhzhia, dove l’impiego di missili balistici nordcoreani, missili Zircon e bombe aeree guidate ha causato la morte di sei persone e il ferimento di altre diciannove, provocando ingenti danni a strutture civili e residenziali, come dichiarato dal capo dell’amministrazione militare regionale Ivan Fedorov. Parallelamente, raid condotti con droni e artiglieria hanno colpito la regione di Dnipropetrovsk, provocando la morte di tre vittime, tra cui un ragazzo di quindici anni, mentre nella capitale Kiev una serie di esplosioni ha provocato un incendio in un impianto logistico e il ferimento di un civile.
Il Ministero della Difesa russo ha rivendicato l’azione militare, affermando di aver preso di mira obiettivi legati al settore militare-industriale e ai nodi di trasporto nelle aree colpite. A seguito degli attacchi, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato Mosca di pianificare un’ulteriore escalation del conflitto, evidenziando l’incremento della produzione bellica e il crescente coinvolgimento di forze ed equipaggiamenti della Corea del Nord. Zelensky ha infine rivolto un appello alla comunità internazionale richiedendo un immediato inasprimento delle sanzioni economiche contro l’industria bellica russa e l’invio prioritario di sistemi di difesa aerea a tutela del territorio ucraino.
Eliza Anton
