Ogni anno in Europa vengono rottamati tra i 10 e i 12 milioni di veicoli, rappresentando un’importante opportunità di recupero materiale che, se non gestita adeguatamente, rischia di generare gravi impatti ambientali e consistenti perdite economiche. Per affrontare questa sfida, entrano in vigore le nuove norme europee sulla progettazione, produzione, raccolta e trattamento dei veicoli a fine vita, concepite per consolidare l’economia circolare nel comparto automobilistico e rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione Europea. Il provvedimento mira a incentivare il recupero, il riutilizzo e il riciclo di materie prime critiche come acciaio, alluminio, rame e plastica, riducendo la dipendenza dalle importazioni di materiali vergini, diminuendo i rifiuti e favorendo la sinergia tra produttori, demolitori e riciclatori.
Tra le novità principali, il regolamento stabilisce per la prima volta obiettivi obbligatori per l’impiego di plastica riciclata nei nuovi veicoli e impone ai costruttori di fornire istruzioni dettagliate per lo smontaggio e la sostituzione dei componenti, agevolando così il riutilizzo, la rigenerazione e il ricondizionamento dei ricambi usati. Viene inoltre potenziata la responsabilità estesa del produttore per garantire la copertura finanziaria del corretto trattamento dei rifiuti e assicurare un riciclo di alta qualità. Per proteggere il patrimonio di risorse interne, viene infine introdotto il divieto di esportazione al di fuori dell’UE per le auto non più idonee alla circolazione. Come sottolineato dai rappresentanti della Commissione Europea, la normativa integra gli obiettivi di tutela ambientale con una politica industriale pragmatica, volta a trattenere risorse strategiche all’interno del mercato dell’Unione e a garantire maggiore resilienza economica.
Eliza Anton
