L’intensa e prolungata ondata di calore che sta interessando la Francia ha causato l’arresto temporaneo di otto dei 57 reattori nucleari del Paese, senza tuttavia compromettere l’approvvigionamento energetico nazionale né la capacità di proseguire le esportazioni di elettricità. Come confermato dalla compagnia elettrica statale EDF, la capacità complessiva di generazione rimane solida; uno dei reattori fermi, situato nella centrale di Gravelines lungo la Manica, è stato predisposto per il riavvio rapido dopo che l’impianto ha subito il blocco di tre unità: due per lo spegnimento automatico e una manuale, provocati da un eccezionale afflusso di meduse nelle stazioni di pompaggio per l’acqua di raffreddamento, fenomeno accentuato dal riscaldamento dei mari e dai cambiamenti climatici.

Parallelamente, le restanti sospensioni hanno riguardato cinque reattori posizionati lungo i principali corsi d’acqua transalpini: la portata insufficiente del fiume Mosa ha imposto la chiusura temporanea di due impianti a Chooz, mentre l’eccessivo innalzamento delle temperature fluviali ha richiesto il fermo cautelativo di unità a Cattenom (Mosella), Golfech (Garonna) e Bugey (Rodano), necessario per evitare il surriscaldamento dei bacini idrici a tutela della flora e fauna acquatica. Nonostante queste criticità abbiano comportato una contrazione della produzione nucleare stimata da EDF in circa 1 TWh a giugno e 2 TWh a luglio su un totale mensile di circa 34 TWh, il sistema energetico francese mantiene un margine di stabilità idoneo a coprire la domanda interna.

Eliza Anton