Nel quadro delle crescenti tensioni diplomatiche tra Washington e Teheran, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghai, ha risposto alle recenti affermazioni del presidente americano Donald Trump, che aveva paragonato le trattative in corso a una partita a scacchi. Baghai ha rivendicato per l’Iran il ruolo di giocatori di scacchi professionisti, ribadendo tuttavia che non sussistono negoziazioni dirette con gli Stati Uniti, ma unicamente uno scambio di messaggi tramite intermediari. Il diplomatico ha precisato che i colloqui ufficiali potranno riprendere soltanto a seguito dell’interruzione delle violazioni del memorandum d’intesa da parte americana, avvertendo che la persistenza dello stallo continuerà a minacciare le condizioni di sicurezza del traffico marittimo internazionale.

Parallelamente, la diplomazia iraniana sta concentrando i propri sforzi sui negoziati con l’Oman per definire una nuova rotta di transito attraverso lo Stretto di Hormuz. Rispetto a questo nodo strategico, Teheran punta a definire meccanismi di tutela per la navigazione e fa presagire la richiesta di compensazioni economiche in cambio dei servizi marittimi forniti. Sul fronte opposto, la posizione degli Stati Uniti, espressa dall’ambasciatore presso le Nazioni Unite Mike Waltz, scommette sull’efficacia della pressione economica e del blocco navale. Secondo la rappresentanza statunitense, le mosse del Dipartimento del Tesoro guidato da Scott Bessent stanno destabilizzando l’economia iraniana attraverso il crollare della valuta e un’inflazione ai massimi storici, fattore che secondo Washington costringerà la leadership di Teheran a fare concessioni negoziali pur di sbloccare i propri beni congelati all’estero.

Eliza Anton